Stop ai protocolli covid, per i pubblici esercizi si torna alla normalità
In breve
Padova, 23 gennaio 2023
...“Protocollo condiviso”, “Ordinanza”, “Linee guida”: sono termini con i quali, negli ultimi tre anni, gli esercenti pubblici esercizi si sono dovuti confrontare nella gestione delle proprie attività.
Ora, venuto meno lo stato di emergenza (scaduto lo scorso 31/03/2022), non rinnovato il Protocollo condiviso tra le parti sociali (che si sarebbero dovute re-incontrare entro lo scorso 31/10/2022) e decaduta l’Ordinanza del Ministero della Salute del 1/04/2022 (alla quale erano allegate le linee guida e che produceva effetti fino al 31/12/2022), si può affermare che si è di fatto tornati alla situazione pre-Covid.
Questo si traduce nel venir meno di svariati obblighi, quali ad esempio:
- esposizione di cartello con indicata la capienza dei locali;
- messa a disposizione dei clienti di gel sanificante;
- registrazione delle attività di sanificazione;
- “rinforzo” dell’aerazione per permettere il ricambio d’aria;
- distanziamento di almeno 1 metro tra clienti di tavoli diversi negli spazi al chiuso;
- utilizzo di menù sanificabili o in carta “a perdere”.
Una situazione a parte è rappresentata dalle mascherine: nell’ordinaria gestione delle attività, il datore di lavoro, ai sensi dell’art. 2087 del Codice civile, è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori e, in tal senso, può decidere di mantenere obbligatorio l’utilizzo delle mascherine. Si tratta, comunque, di libera scelta del datore di lavoro, da attuarsi eventualmente d’intesa con il medico del lavoro. Particolare attenzione va inoltre rivolta ai cosiddetti “soggetti fragili” o a situazioni specifiche e particolari.
«Finalmente – dichiara Filippo Segato, Segretario dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi di Padova – possiamo dire di essere tornati realmente alla situazione pre-Covid, anche se il tema della sicurezza sanitaria è rimasto all’ordine del giorno di esercenti e clienti».
Lavarsi più spesso le mani, usare la mascherina quando compaiono sintomi influenzali, rispettare le distanze di cortesia, favorire il ricambio d’aria: sono tutti “retaggi” del periodo Covid che sono rimasti in uso anche fuori dall’emergenza sanitaria.
«Se proprio dobbiamo pensare a qualcosa di positivo legato alla pandemia – conferma Segato – è proprio questa maggiore attenzione e consapevolezza delle persone. Un caso emblematico, ad esempio, è la richiesta di consumare all’aperto, usufruendo dei plateatici dei locali, potendo peraltro godere di taluni scorci cittadini di rara bellezza: penso a Padova, ma anche ai tanti centri storici dei paesi e paesini della nostra provincia».
E dall’Associazione che a Padova e provincia rappresenta circa 1.500 dei circa 3.000 pubblici esercizi in attività, giunge un appello in tal senso alle amministrazioni comunali.
«La legge finanziaria – conferma il Segretario – ha prorogato fino al prossimo 30 giugno le modalità semplificate per la richiesta di utilizzo di aree pubbliche per collocare tavolini e sedie: visto il gradimento da parte di clienti ed esercenti, sarebbe opportuno che i Comuni agevolassero tali concessioni anche dopo questa data. Un tavolino “arreda” la città, contribuisce al decoro urbano e costituisce un presidio di sicurezza e legalità, mentre, al contrario, piazze e portici vuoti e bui favoriscono la malavita e l’insicurezza generale».
