Veneto zona “arancione”, possibili solo la vendita per asporto, la consegna a domicilio e la “mensa contrattualizzata”

Il Ministero della Salute ha confermato la peggiore delle ipotesi: il Veneto viene dichiarato regione “arancione” e, pertanto, i pubblici esercizi devono sospendere l’attività di somministrazione al tavolo e/o al banco.

Rimangono possibili la vendita per asporto (in orario 5-22) e la consegna a domicilio (24 ore su 24).

La Prefettura di Padova, su esplicita richiesta di APPE, ha inoltre confermato che è possibile svolgere il servizio di “mensa per lavoratori”, secondo le seguenti indicazioni:

  • presenza di un contratto scritto tra il datore di lavoro e l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, che preveda lo svolgimento del servizio di ristorazione (“mensa”) che può essere svolto in orario diurno o serale, a favore dei dipendenti dell’impresa datrice di lavoro;
  • sia allegato a detto contratto un elenco nominativo dei lavoratori che possono fruire del servizio;
  • il pubblico esercizio comunichi lo svolgimento dell’attività, a mezzo PEC, al proprio Comune.

Ovviamente, nello svolgimento dell’attività di “mensa” vanno rispettate tutte le vigenti prescrizioni in tema di somministrazione di alimenti e bevande: dal rispetto delle distanze interpersonali minime di un metro, al numero massimo di quattro persone che possono sedere al medesimo tavolo, all’utilizzo continuativo della mascherina e messa a disposizione dei prodotti sanificanti. Non essendo più vigente l’Ordinanza regionale che prescriveva ulteriori disposizioni, non è più necessario riservare sale o turni specifici alle singole aziende.

Per ottenere fac-simile del contratto di mensa (comprensivo dell’elenco dei dipendenti), nonché della comunicazione da inviare al proprio Comune, gli esercenti possono contattare la Segreteria dell’APPE (tel. 049.7817222 – email appe@appe.pd.it).



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