Nuova ordinanza regionale: vendita per asporto “libera” e somministrazione “contingentata”

Due grandi (e positive) novità arrivano dall’Ordinanza n. 46 del 4 maggio 2020, firmata dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Prima novità: rivedendo completamente le disposizioni del giorno precedente, viene ora ammessa l’attività di vendita per asporto senza obbligo di prenotazione. Il nuovo testo dell’Ordinanza infatti recita:

<<È consentita la vendita di cibo da asporto. La vendita sarà effettuata garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti avvengano dilazionati nel tempo e, negli spazi esterni anche di attesa, nel rispetto del distanziamento di un metro tra avventori e con uso da parte degli stessi di mascherina e guanti o garantendo l’igiene delle mani con idoneo prodotto igienizzante, e, nell’eventuale locale interno, consentendo la presenza di un cliente alla volta, con mascherina e guanti o garantendo l’igiene delle mani con idoneo prodotto igienizzante, e permettendo uno stazionamento per il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce; gestore ed addetti devono essere muniti di mascherina e guanti; rimane sospesa ogni forma di consumo sul posto; è ammesso l’acquisto di cibo, rimanendo all’interno del veicolo, presso le strutture dedicate, senza uscita di passeggeri; l’attività può essere svolta anche da agriturismi>>.

Da sottolineare che, per il cliente, è obbligatorio l’uso della mascherina e dei guanti; in alternativa a questi ultimi è possibile utilizzare il gel sanificante.

La seconda novità di rilievo presente nell’ordinanza, è il ritorno, seppure con grandi limitazioni, della somministrazione. È infatti previsto che:

<<In attuazione della lett. aa) dell’art. 1, DPCM 26.4.2020, é consentita l’effettuazione, previo apposito contratto, di attività di mensa per addetti di una o più imprese, presso esercizi chiusi al pubblico. Possono essere ammessi solo i lavoratori nominativamente indicati dal rispettivo datore di lavoro e nel rispetto dell’orario predeterminato, suddiviso in turni. Devono essere rispettati il distanziamento di almeno m. 1 e le norme igienico sanitarie. In caso di presenza di addetti di più imprese, deve essere garantito l’uso di sale separate tra addetti di imprese distinte. Tra un turno e il successivo devono essere effettuate arieggiatura e sanificazione dei locali, in particolare per quanto riguarda i bagni, senza permanenza di persone in attesa all’interno o all’esterno del locale. Il personale di sala deve utilizzare la mascherina e cambiare i guanti tra i turni. Se possibile, entrata e uscita devono essere separate. L’esercente dà comunicazione preventiva del servizio al comune>>.

Al riguardo di quest’ultima previsione, APPE contatterà quanto prima gli uffici regionali per definire alcuni dubbi (l’attività di mensa può essere svolta da qualsiasi esercizio? Vi sono limiti numerici o di orario? Il contratto tra pubblico esercizio e impresa-cliente deve essere continuativo o può anche essere di un unico servizio?). In seguito, fornirà il fac-simile del contratto e assisterà gli esercenti associati nelle pratiche da inviare al Comune, come previsto dall’ordinanza.

Scarica l’Ordinanza n. 46 del 4 maggio 2020

Scarica il cartello da esporre fuori dall’esercizio



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