Corona virus, consentita l’attività di “mensa contrattuale”

Con la pubblicazione dell’Ordinanza n. 46, a firma del Presidente regionale Luca Zaia, è stata introdotta in Regione Veneto, come già comunicato, la possibilità per i pubblici esercizi di svolgere l’attività di “mensa contrattuale”.

Dopo i necessari chiarimenti, volti a evitare che gli esercenti possano venire sanzionati per attività non consentite (magari anche se svolte in buona fede), si possono fornire i primi dettagli operativi di questo servizio, con riserva di fornire ulteriori informazioni quando saranno resi disponibili dagli enti interpellati.

  • L’attività può essere svolta dai pubblici esercizi in genere, quindi non soltanto ristoranti e trattorie, ma anche pizzerie, bar, pub, ecc.
  • Il servizio può essere svolto esclusivamente nei confronti di lavoratori di aziende con le quali il pubblico esercizio ha stipulato un apposito contratto (scarica fac-simile di contratto).
  • In allegato al contratto occorre riportare l’elenco delle persone che usufruiranno del servizio, che saranno gli unici autorizzati a entrare nel locale nell’orario previsto.
  • Va rispettato il criterio “droplet”, vale a dire la distanza minima di 1 metro tra ogni consumatore (ad esempio predisponendo già tavoli e sedie).
  • In caso di presenza di addetti di imprese diverse, deve essere garantito l’uso di sale separate (ogni impresa deve avere una sala dedicata).
  • Possono essere previsti più turni di servizio (ad esempio, dalle 12 alle 12.45 la prima impresa e dalle 13 alle 14.45 una seconda impresa), ma tra un turno ed il successivo devono essere effettuati l’arieggiamento e la sanificazione dei locali, in particolare dei bagni, senza che vi sia in questa fase permanenza di persone all’interno o all’esterno del locale. Attenzione: per “sanificazione” si intende l’attività di detergenza e disinfezione da svolgersi con soluzione di ipoclorito di sodio (candeggina, varechina) o alcol (come descritto nel protocollo predisposto da APPE secondo le linee guida generali).
  • Il personale di sala deve utilizzare la mascherina e cambiare i guanti tra un turno e l’altro.
  • Dove possibile, occorre prevedere entrate e uscite separate per i clienti.
  • L’esercente deve dare comunicazione preventiva al Comune dell’attivazione del servizio (scarica il modello di comunicazione) inviando una PEC dal proprio indirizzo a quello del Comune.

Attenzione: lo svolgimento dell’attività di mensa contrattualizzata con contratto prevede aliquota Iva al 4%, per cui occorre tenerne conto al momento dell’emissione del documento commerciale (ex scontrino fiscale) o fattura.

Rimangono da chiarire diversi aspetti, che sono già stati evidenziati in un’apposita lettera trasmessa in Regione:

  • Si possono utilizzare le aree esterne per lo svolgimento dell’attività prevista?
  • Le “sale separate” possono essere intese anche come un unico ambiente, con aree suddivise da pannelli o tendaggi?
  • È consentito svolgere, contemporaneamente all’attività di “mensa”, anche l’attività di vendita per asporto?
  • Il contratto di fornitura del servizio mensa può prevedere lo svolgimento dello stesso anche in giorni festivi e in orario serale?
  • Si ricorda infine che, per poter proseguire l’attività, l’impresa deve rispettare tutte le vigenti normative tra cui l’adozione del protocollo aziendale di prevenzione, che APPE può fornire ai propri associati. Nota: le imprese che, svolgendo già il servizio di consegna a domicilio e/o vendita per asporto, hanno adottato il protocollo predisposto da APPE, devono ora utilizzare quello aggiornato, che prevede anche la fase di somministrazione al tavolo.

Per maggiori informazioni, per ottenere i modelli liberi da scritte e utilizzabili ed eventualmente per il disbrigo delle pratiche (contratti, comunicazioni, ecc.) è sufficiente contattare la Segreteria APPE all’email appe@appe.pd.it – tel. 049.7817222

 



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