Nuova ordinanza regionale, pubblici esercizi sempre più penalizzati

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Non si ferma la girandola di ordinanze, decreti e norme che coinvolgono i pubblici esercizi, con continue pubblicazioni, aggiornamenti, “Faq”, decadenze e ripristini.
L’ultimo episodio di questa sconcertante saga è l’Ordinanza del Presidente della Regione Veneto n. 167 del 10 dicembre 2020: si riportano di seguito le indicazioni di interesse per la categoria dei pubblici esercizi, già anticipando che le stesse sono particolarmente penalizzanti in taluni aspetti.

Entrata in vigore e vigenza delle nuove disposizioni

L’Ordinanza regionale ha efficacia dalla mezzanotte di venerdì 11 dicembre (notte tra venerdì e sabato) fino alla mezzanotte di venerdì 15 gennaio 2021.

Obbligo di indossare la mascherina

Viene confermato l’obbligo di indossare la mascherina sempre, anche quando si è seduti al tavolo dell’esercizio: l’unico momento in cui è consentito abbassarla è «per la regolare consumazione di cibo o bevande».

Servizio ai clienti seduti

È introdotto l’obbligo, dalle ore 11 alle ore 15, di svolgere «prioritariamente» il servizio di somministrazione ai clienti seduti e, solo nel caso che i tavoli siano tutti occupati o l’esercizio non abbia tavoli, è consentito il servizio anche in piedi. Dalle ore 15 e fino alla chiusura del locale, invece, è sempre obbligatorio svolgere il servizio esclusivamente ai clienti seduti. Fortunatamente, rispetto alla precedente ordinanza, non è più prevista una responsabilità diretta dell’esercente in caso di violazioni da parte del cliente, aspetto che aveva suscitato le forti (e giustificate) proteste delle associazioni di categoria.

Massimo 4 persone per tavolo

È disposto l’obbligo di collocare al massimo 4 avventori per ogni tavolo, anche se conviventi, con rispetto in ogni caso del distanziamento di 1 metro. La disposizione, ad avviso di APPE, non ha alcun fondamento né utilità pratica: una famiglia di 5 persone, ad esempio, che vive sotto lo stesso tetto e si reca al ristorante con la stessa auto, deve separarsi una volta giunta in ristorante… APPE chiederà quanto prima una revisione di questa regola, che supera di gran lunga le già pesanti prescrizioni nazionali e, di fatto, non ha alcuna utilità ai fini del contenimento della diffusione del virus. Va da sé che, stanti queste disposizioni, è al momento impensabile ottenere una nuova ordinanza che assimili ai conviventi, ai fini della deroga al distanziamento, i congiunti e le persone che intrattengono rapporti interpersonali stabili.

Divieto di consumo in area pubblica

La consumazione di alimenti e bevande è vietata nelle vicinanze dell’esercizio, salvo che per alimenti «da consumare nell’immediatezza dell’asporto» (si può ipotizzare che il riferimento sia a gelati, pizze al trancio e similari).

Apertura festiva e prefestiva dei pubblici esercizi

I pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.) sono aperti nei giorni festivi e prefestivi, senza alcuna ulteriore limitazione oltre a quelle già previste (orario massimo 5-18).
È inoltre previsto dalle FAQ pubblicate sul sito della Regione che possono rimanere aperti, sia nei giorni festivi che prefestivi, i pubblici esercizi ubicati nei centri commerciali.

Spostamenti per recarsi al bar o ristorante

È consentito spostarsi per recarsi al bar o ristorante, purché prima e dopo la consumazione si eviti di passeggiare in zone affollate.

Vendita per asporto nelle giornate festive e prefestive

È consentita la normale vendita per asporto, nell’orario 5-22. Oltre le ore 22 è consentita (e «fortemente raccomandata») la consegna a domicilio (effettuabile 24 ore su 24 e, ovviamente, anche al di fuori dei confini comunali).

Per maggiori informazioni è possibile leggere il testo dell’ordinanza o contattare la Segreteria APPE (tel. 049.7817222 – email appe@appe.pd.it).



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