Decreto “Rilancio”: chiarimenti sull’esonero IRAP

Con la Risoluzione n. 28/E del 29 maggio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune precisazioni sulla cancellazione dei versamenti dell’IRAP introdotta dal cosiddetto “Decreto Rilancio” (articolo 24 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34), con particolare riguardo ai soggetti che esercitano la propria attività in periodi d’imposta non coincidenti con l’anno solare.

La citata disposizione prevede, espressamente, che “non è dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta. Non è altresì dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019”.

In sostanza la norma abroga il saldo IRAP 2019 e la prima rata dell’acconto IRAP 2020 e, pertanto:

  • il saldo relativo al periodo d’imposta 2019 non è dovuto. È, invece, dovuto il relativo acconto, suddiviso nelle rate legislativamente previste;
  • l’acconto per il periodo d’imposta 2020 è dovuto al netto della prima rata, ossia costituiscono oggetto di versamento soltanto la seconda rata dell’acconto ed il saldo 2020;
  • le disposizioni in commento hanno applicazione generalizzata, con esclusione dei soli soggetti espressamente individuati (imprese di assicurazione, amministrazioni pubbliche ed enti pubblici, banche ed intermediari finanziari, imprese con volume di ricavi o compensi superiori a 250 milioni di euro).

Attenzione: così come a giugno 2020 non si dovrà versare nulla (né il saldo 2019, né l’acconto 2020), rimangono invece da versare il secondo acconto 2020 (a novembre 2020) e il saldo 2020 (a giugno 2021).

Scarica la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate



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