Credito d’imposta per le spese di sanificazione e adeguamento degli ambienti di lavoro

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Con la Circolare n. 20, del 10 luglio 2020, l’Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti in merito ai crediti d’imposta, introdotti dal decreto “Rilancio”:

  • per gli interventi e gli investimenti necessari per far rispettare le prescrizioni anti-Covid;
  • per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale.

Di seguito, si riportano in sintesi i principali chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria.

Credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Il credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, introdotto dall’articolo 120 del decreto, è riconosciuto a favore di un’ampia platea di soggetti (tra cui anche i pubblici esercizi), a fronte delle spese sostenute per gli interventi necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure di contenimento contro la diffusione del virus.
Gli interventi agevolabili sono relativi all’adeguamento “fisico” dei locali (esempio: rifacimento edilizio, acquisto arredi di sicurezza e similari), sia quelli connessi ad attività “innovative” (esempio: acquisto strumenti e tecnologie come termoscanner, ecc., sistemi di videoconferenza, attrezzature per smart working e similari).
L’ammontare del credito d’imposta in parola corrisponde al 60% delle spese ammissibili sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro.
Poiché la disposizione fa riferimento alle spese sostenute nel 2020, l’Agenzia delle Entrate ritiene che l’agevolazione spetti anche nel caso in cui il sostenimento sia avvenuto, nel corso dell’anno, prima del 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del decreto “Rilancio”).
Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione o, in alternativa, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di loro successiva ulteriore cessione.
In proposito, viene precisato che sia l’utilizzo del credito in compensazione tramite modello F24 (il cui codice tributo sarà istituito con un’apposita risoluzione), sia la cessione a soggetti terzi possono avvenire solo successivamente al sostenimento delle spese agevolabili.

Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione

Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione spetta in relazione alle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.
In base al contenuto della norma, precisa l’Agenzia, è possibile individuare due categorie di spese:

  • quelle sostenute per la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa o per la sanificazione degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  • quelle sostenute per l’acquisto di:
    • dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
    • prodotti detergenti e disinfettanti;
    • dispositivi di sicurezza diversi da quelli precedenti, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
    • dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Con riferimento alle spese di sanificazione degli ambienti, considerato che la norma non fa riferimento in modo specifico all’”acquisto”, l’attività di sanificazione, in presenza di specifiche competenze già ordinariamente riconosciute, può essere svolta anche in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori, sempre che rispetti le indicazioni contenute nei Protocolli di regolamentazione vigenti.
In questo caso, l’ammontare della spesa agevolabile può essere determinata, ad esempio, moltiplicando il costo orario del lavoro del soggetto impegnato a tale attività per le ore effettivamente impiegate nella medesima.
Possono essere aggiunte, ai fini del credito in esame, anche le spese sostenute per i prodotti disinfettanti impiegati. Resta fermo che l’ammontare delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti così determinato, in ogni caso, dovrà essere congruo rispetto al valore di mercato per interventi similari.
Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione spetta nella misura del 60% delle spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, con un limite massimo di 60.000 euro.
Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione, è utilizzabile successivamente al sostenimento delle spese agevolabili:
– in compensazione;
– nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa;
– entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

Trattandosi di agevolazioni di tipo “fiscale”, gli esercenti interessati possono chiedere eventuali informazioni o approfondimenti al proprio consulente.

Scarica la Circolare n. 20 dell’Agenzia delle Entrate
Scarica il modulo di comunicazione delle spese all’Agenzia delle Entrate



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