Corona Virus, come gestire il personale dipendente

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A seguito delle gravi conseguenze sui fatturati dei pubblici esercizi derivanti dal Corona virus, si ritiene utile ricordare quelli che sono gli attuali strumenti di flessibilità per la gestione dei rapporti di lavoro. Si fa poi un cenno su possibili nuovi “ammortizzatori sociali” che potranno a breve essere introdotti.

Si precisa che le informazioni sotto riportate riguardano le imprese che applicano il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) dei pubblici esercizi, sottoscritto da FIPE e sindacati nel febbraio 2018.

Strumenti di flessibilità contrattuale individuale

  • Ferie: la normativa vigente, con riferimento al periodo annuale di ferie retribuito, dispone che tale periodo sia stabilito dall’imprenditore tenendo conto sia delle esigenze dell’impresa che degli interessi del prestatore di lavoro prevedendo, inoltre, che l’imprenditore debba preventivamente comunicare al prestatore di lavoro il periodo stabilito per il godimento delle ferie. In tal senso per far fronte a tale emergenza produttiva, il datore di lavoro concorderà con il dipendente la fruizione delle ferie accumulate (maturate al 31/12/2019).
  • Permessi retribuiti: così come previsto all’art. 114 del CCNL 8 febbraio 2018, limitatamente alle 72 ore annuali di permessi retribuiti, già maturati da ciascun dipendente, l’azienda potrà far fruire i suddetti comunicandolo allo stesso senza alcun accordo formale.
  • Distribuzione multi periodale dell’orario di lavoro: così come previsto dall’art. 117 del CCNL 8 febbraio 2018, la programmazione di una minor durata dell’orario di lavoro settimanale rispetto al normale orario di lavoro contrattualmente previsto delle 40 ore, deve prevedere un successivo recupero compensativo di durata pari alla precedente riduzione oraria applicata.

Strumenti di sostegno al reddito

  • Per i datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti è possibile presentare domanda al Fondo d’Integrazione Salariale facendo ricorso alla prestazione denominata “assegno di solidarietà” (prestazione di sostegno al reddito in caso di riduzione dell’orario di lavoro).
  • Per i datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti è possibile presentare domanda al Fondo d’Integrazione Salariale facendo ricorso alle prestazioni denominate “assegno ordinario ed assegno di solidarietà” (prestazioni di sostegno al reddito in caso di sospensione dell’attività lavorativa o riduzione dell’orario di lavoro).

La Direzione regionale INPS ha comunicato che, allo stato, non saranno modificate le indicazioni date sulle causali da utilizzare per la presentazione delle istanze di F.I.S.. Ai fini dell’accesso all’assegno ordinario, devono essere rispettati gli obblighi di informazione e consultazione sindacale:

  • comunicazione preventiva alle rappresentanze sindacali nonché alle organizzazioni sindacali a mezzo PEC;
  • esame congiunto con i sindacati, solo se richiesto;
  • domanda di accesso all’INPS provinciale, con allegata relazione tecnica e idonea documentazione atta a dimostrare l’effettiva crisi aziendale.

L’impresa è tenuta a pagare comunque la retribuzione al dipendente: sarà in seguito rimborsata dall’INPS tramite conguaglio (o pagamento diretto solo in caso di dimostrata difficoltà finanziaria dell’impresa).

Maggiori informazioni sul FIS

Gli esercenti interessati a tali misure agevolative, sono invitati a contattare i propri consulenti in ambito di personale dipendente.

Ulteriori strumenti di sostegno al reddito in via di prossima approvazione dal Governo

La Regione Veneto ha a disposizione un plafond di 40 milioni di euro per riconoscere trattamenti di cassa integrazione salariale “in deroga” per un periodo massimo di un mese, con particolare riferimento alle imprese che occupano fino a 5 dipendenti. Le domande, limitatamente ai casi di accertato pregiudizio in conseguenza delle ordinanze emanate dal Ministero della Salute d’intesa con le Regioni, vanno presentate alla Regione, che le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse, fino ad esaurimento del plafond stabilito.
Attenzione: finché la Regione Veneto non avrà stabilito le modalità di invio delle domande, compresa la relativa modulistica, non è possibile procedere con l’istanza.

Ulteriori misure saranno prese dal Governo nei prossimi giorni, con particolare riferimento alle cosiddette “zone gialle”, vale a dire gli interi territori delle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Non appena ci saranno informazioni su tali provvedimenti, saranno tempestivamente comunicate da APPE.



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