Corona virus, 400 miliardi con il decreto “Liquidità”

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È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 94 dell’8/4/2020 il Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 23, cosiddetto “liquidità” recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”.

Si riportano di seguito le principali disposizioni che possono interessare il settore dei pubblici esercizi.

1. Misure per agevolare l’accesso delle imprese ai finanziamenti – garanzie da parte dello Stato

Articolo 1 Misure temporanee per il sostegno alla liquidità delle imprese

In estrema sintesi, la garanzia rilasciata da SACE, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, a servizio del finanziamento richiesto, è inversamente proporzionale al livello di fatturato delle imprese richiedenti:

  • non potrà superare il valore più grande fra il 25% del fatturato e il 200% dei costi del personale;
  • è rilasciata fino al 31 dicembre 2020, per finanziamenti di durata non superiore a 6 anni, che non potranno essere erogati a imprese titolari di esposizioni deteriorate nei confronti della banca o in crisi;
  • è a prima richiesta, esplicita, irrevocabile e coprirà l’importo del finanziamento, per capitale, interessi ed oneri accessori, nella misura del 90% per le aziende con meno di 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di fatturato;
  • il rilascio della garanzia è subordinato a tre vincoli: (i) niente dividendi nei 12 mesi successivi all’erogazione del finanziamento; (ii) accordi sindacali finalizzati alla gestione dei livelli occupazionali, (iii) finanziamenti solo per stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che siano localizzati in Italia;

SACE potrà rilasciare garanzie fino a 200 miliardi, di cui almeno 30 dovranno esser destinati alle PMI che abbiano già esaurito la loro capacità di accesso al Fondo di Garanzia. Occorre tuttavia segnalare che l’intervento della SACE è considerato in deroga agli aiuti di Stato, dunque, per essere concretamente operativo, occorrerà attendere l’approvazione da parte di Bruxelles.

Art. 13 Potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia

Rimangono ferme alcune delle disposizioni già previste con il “Cura Italia” come, ad esempio, la gratuità della garanzia, l’innalzamento a 5 milioni di euro dell’importo massimo garantito per impresa, nonché la possibilità (a determinate condizioni) di rilasciare la garanzia su operazioni di rinegoziazione.

Tra le novità più significative, introdotte con il Decreto in commento, figura l’estensione dell’operatività alle imprese con numero di dipendenti non superiore a 499 e l’innalzamento dei livelli di garanzia come di seguito indicato:

  • previa autorizzazione della Commissione Europea, la percentuale di copertura della garanzia diretta è incrementata al 90 per cento dell’ammontare di ciascuna operazione finanziaria. L’importo totale delle predette operazioni non può superare, alternativamente: i) il doppio della spesa salariale annua del beneficiario per il 2019; ii) il 25 per cento del fatturato totale del beneficiario nel medesimo anno; iii) il fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, nel caso di piccole e medie imprese, e nei successivi 12 mesi, nel caso di imprese con numero di dipendenti non superiori a 499;
  • per le imprese che abbiano ricavi fino a 3,2 milioni di euro, la suddetta garanzia potrà esser cumulata con un’ulteriore garanzia concessa dai Confidi con possibilità di arrivare quindi ad una garanzia che copra l’intero finanziamento (90% statale + 10% confidi). Detta garanzia può essere rilasciata per prestiti di importo non superiore al 25 per cento dei ricavi del soggetto beneficiario;
  • per i finanziamenti di importo non superiore a 25.000 euro è prevista una garanzia del fondo a copertura del 100%, sia in garanzia diretta sia in riassicurazione, a condizione che l’importo erogato non superi il 25 percento dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario e che l’inizio del rimborso del capitale sia fissato non prima di 24 mesi dall’erogazione e con una durata fino a 72 mesi. Il rilascio della garanzia è automatico e gratuito, senza alcuna valutazione da parte del Fondo. La Banca potrà pertanto erogare il finanziamento con la sola verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito dell’istruttoria del gestore del Fondo medesimo. La misura, per essere efficace, deve essere autorizzata dalla Commissione Europea.

2. Misure fiscali e contabili

Art. 11 Sospensione dei termini di scadenza dei titoli di credito

La disposizione prevede la sospensione dei termini di pagamento dei titoli di credito (quali ad esempio vaglia cambiari, cambiali e altri), ricadenti o decorrenti nel periodo dal 9 marzo al 30 aprile dell’anno in corso, ed emessi prima della data odierna (data di entrata in vigore del provvedimento). La norma precisa che la sospensione opera a favore dei debitori e obbligati anche in via di regresso o di garanzia, salva la facoltà degli stessi di rinunciarvi espressamente.

Art. 18 Sospensione di versamenti tributari e contributivi

La norma è diretta a sostenere i soggetti che hanno subito una crisi di liquidità a causa delle vigenti misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19.

In particolare, nel comma 1, si prevede in favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro, che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta e una diminuzione della medesima percentuale nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta, la sospensione dei termini in scadenza nei mesi di aprile e di maggio 2020 relativi ai:

  • versamenti in autoliquidazione delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato;
  • versamenti in autoliquidazione dell’IVA;
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • premi per l’assicurazione obbligatoria.

Tutti i versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno 2020.

Restano ferme le sospensioni precedentemente disposte con precedenti decreti, per cui la situazione attualmente è la seguente:

  • Ritenute lavoro dipendente e contributi di marzo (da versare entro il 16 aprile) si versano entro il 31/05/2020 ma, se c’è una riduzione di fatturato o corrispettivi di almeno il 33%, si versano entro il 30/06/2020
  • Ritenute lavoro dipendente e contributi di aprile (da versare entro il 16 maggio), se c’è una riduzione di fatturato o corrispettivi di almeno il 33%, si versano entro il 30/06/2020
  • Iva da versare al 16 marzo (mensili) si versa entro il 31/05/2020
  • Iva da versare al 16 aprile (mensili) si versa entro il 30/06/2020 solo se c’è una riduzione di fatturato o corrispettivi di almeno il 33%
  • Iva da versare al 16 maggio (mensili e trimestrali) si versa entro il 30/06/2020 solo se c’è una riduzione di fatturato o corrispettivi di almeno il 33%

Art. 30 Credito d’imposta per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro

Il credito d’imposta, nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario è riconosciuto anche in caso di acquisto di dispositivi di protezione individuale ed altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (mascherine, guanti, detergenti mani, barriere di protezione, ecc.).

3. Misure d’interesse in materia di lavoro

Art. 41 Disposizioni in materia di lavoro

L’assegno ordinario del Fondo d’Integrazione Salariale e il trattamento d’integrazione salariale della Cassa Integrazione Salariale in Deroga ai sensi degli artt. 19 e 22 del D.L. n. 18/2020 sono erogabili anche ai lavoratori assunti dal 24 febbraio al 17 marzo 2020.
Le domande di Cassa Integrazione Salariale in Deroga presentate ai sensi dell’art. 22 comma 4 del D.L n. 18/2020 sono esenti dall’imposta di bollo.



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