Corona virus, prorogata fino al 3 maggio la chiusura generale delle attività

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 dell’11 aprile 2020 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile 2020 che, di fatto, proroga il regime di misure restrittive già vigenti fino al prossimo 3 maggio.

Il provvedimento è stato preceduto da una conferenza stampa del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, nella quale si sottolineava la necessità di prorogare il “lockdown”, per non vanificare gli sforzi già attuati da cittadini e imprese. Il Premier ha anche riferito che i lavori per programmare la cosiddetta “Fase 2” (quella cioè della parziale riapertura delle attività) sono già in corso d’opera e che a tal proposito è stato istituito un gruppo di lavoro di professionisti (sociologici, manager, psicologici, esperti di organizzazione del lavoro) che sarà presieduto da Vittorio Colao (ex AD di Vodafone mondo), i quali dialogheranno con il Comitato tecnico scientifico.

Le disposizioni di maggiore interesse per il settore dei pubblici esercizi sono le seguenti:

  • restano sospese le attività dei servizi di ristorazione (vale a dire tutte quelle ricomprese nel Codice Ateco 56, tra cui bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, pizzerie, birrerie, caffetterie ecc.), le quali conservano la possibilità di fornire la consegna a domicilio, senza limiti di orario, nel rispetto delle norme igienico sanitarie, sia per l’attività di confezionamento che di trasporto (art. 1, comma 1, lett. aa);
  • possono proseguire la loro attività le mense e il catering continuativo su base contrattuale (codice Ateco 56.29), che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro (art. 1, comma 1, lett. aa);
  • restano chiuse le attività di somministrazione di alimenti e bevande poste all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché quelle situate nelle aree di servizio stradali, con esclusione di quelle poste lungo le autostrade che, quindi, restano aperte al pubblico, ma con la sola vendita di prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali (art. 1, comma 1, lett. bb);
  • restano aperte le attività di somministrazione di alimenti e bevande site negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di un metro (art. 1, comma 1, lett. bb);
  • restano, altresì, sospese le discoteche e i locali assimilati, oltre a pub, sale giochi, sale scommesse e sale bingo (art. 1, comma 1, lett. i). Sebbene non espressamente menzionati, si ritiene restino sospesi anche gli stabilimenti balneari, in quanto, come risulta nelle FAQ pubblicate dal Governo in relazione alla disciplina previgente, “sono pubblici esercizi destinati ad attività ricreative, sportive e perché sono luoghi di aggregazione”.


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