Spreco alimentare: al via un’indagine per capire come la ristorazione gestisce le eccedenze



In breve

A dieci anni dalla Legge Gadda, un breve questionario rivolto agli operatori della ristorazione per fotografare attenzione, comportamenti e buone pratiche contro lo spreco alimentare.

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Lo spreco alimentare è un tema sempre più importante sotto il profilo sociale, ambientale ed economico. Anche il mondo dei pubblici esercizi è chiamato a svolgere un ruolo significativo nella prevenzione degli sprechi, nella gestione delle eccedenze e nella valorizzazione degli alimenti ancora edibili.

Per questo è stata avviata una nuova indagine rivolta alle imprese della ristorazione, con l’obiettivo di comprendere come il settore abbia accompagnato, negli ultimi anni, la crescente attenzione verso questi temi.

Dieci anni dalla Legge Gadda

Un momento importante di questo percorso è rappresentato dalla Legge 19 agosto 2016, n. 166, conosciuta come “Legge Gadda”, che ha introdotto disposizioni per favorire la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale e per limitare gli sprechi.

La normativa ha contribuito a creare un quadro più favorevole al recupero delle eccedenze, anche attraverso la semplificazione di alcune procedure e specifiche agevolazioni per gli operatori che donano prodotti alimentari.

Nel corso degli anni, il tema è stato inoltre accompagnato da diverse iniziative rivolte direttamente ai pubblici esercizi. Tra queste, il progetto “Rimpiattino” promosso da FIPE e Comieco, che ha contribuito a diffondere la cultura della doggy bag e della possibilità di portare a casa gli alimenti non consumati.

Oggi, a dieci anni dall’approvazione della Legge Gadda, è quindi il momento di fare un primo bilancio.

Un questionario per conoscere la realtà dei locali

L’indagine punta a capire quanto questi temi siano conosciuti dagli esercenti e quali siano le pratiche concretamente adottate nella gestione dello spreco e delle eccedenze alimentari.

Il questionario prende in considerazione diverse tipologie di attività – dai bar alle pizzerie, dai locali di ristorazione ai fast food e take away, fino alle attività di catering – e raccoglie informazioni anche sul contesto territoriale in cui opera l’impresa.

L’obiettivo è ottenere una fotografia concreta della situazione e comprendere quali strumenti siano effettivamente conosciuti e utilizzati dalle imprese della ristorazione.

Perché è importante partecipare

Ridurre lo spreco non significa soltanto evitare che il cibo finisca tra i rifiuti. Significa anche migliorare la gestione delle scorte e degli acquisti, organizzare meglio la produzione, valorizzare le eccedenze e, quando possibile, favorirne il recupero attraverso la donazione. La donazione delle eccedenze può infatti coinvolgere diverse tipologie di pubblici esercizi, tra cui ristoranti, bar, mense, gelaterie e attività di catering, nel rispetto delle necessarie condizioni igienico-sanitarie e delle procedure previste dalla normativa. Anche piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono contribuire a costruire una gestione più sostenibile: dalla corretta programmazione degli acquisti alla gestione delle porzioni, fino alla possibilità di proporre ai clienti di portare con sé ciò che non hanno consumato.

Bastano pochi minuti

Il questionario è breve e può essere compilato rapidamente. APPE invita quindi tutti gli esercenti a partecipare all’indagine: le risposte saranno utili per comprendere meglio la situazione del settore e per orientare future iniziative di sensibilizzazione e supporto alle imprese sul tema dello spreco alimentare.

👉 Compila il questionario:
Questionario spreco alimentare e gestione delle eccedenze

La collaborazione degli esercenti è importante per trasformare dieci anni di esperienza in una fotografia aggiornata della realtà della ristorazione e individuare nuove opportunità per ridurre gli sprechi e valorizzare le eccedenze alimentari.



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