Riordino degli ammortizzatori sociali (in attesa del rinnovo di quelli “Covid”)



In breve

La legge di Bilancio 2022 ha pesantemente modificato la disciplina degli ammortizzatori sociali. Ora sono coperti tutti i lavoratori, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, compresi anche gli apprendisti. Pressione delle associazioni per il rinnovo della “cassa integrazione Covid”.


Con la Circolare n. 1 del 2022, il Ministero del Lavoro ha fornito i primi chiarimenti e indicazioni operative per l’accesso al trattamento di integrazione salariale, in seguito alle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2022.

Si fornisce di seguito una rapida informativa sulle nuove caratteristiche degli ammortizzatori sociali, ricordando che a dicembre 2021 è terminato il periodo di ammortizzatori con causale “Covid-19”, di cui hanno beneficiato i dipendenti di moltissime aziende di pubblico esercizio.

Attraverso audizioni, contatti diretti, lettere, interviste e articoli usciti sui media, le associazioni di categoria, tra cui naturalmente anche APPE, FIPE e Confcommercio, stanno cercando di ottenere il rinnovo, per almeno altre 13 settimane, degli ammortizzatori “in deroga”, per sostenere le imprese del settore turistico e dei pubblici esercizi, in questo difficilissimo periodo: non appena ci dovessero essere novità in tal senso, le stesse saranno rese note attraverso i consueti canali di informazione.

La riforma

L’impianto della riforma si fonda sul principio dell’universalismo differenziato, accrescendo il grado di equità generale del sistema. La necessità è quella di coniugare il sistema degli ammortizzatori sociali integrandolo con efficaci politiche attive del lavoro.
Nella legge di riforma sono, pertanto, previsti sempre interventi di sostegno al reddito con un forte nesso tra le politiche attive e la formazione.

Sui Fondi di Solidarietà Bilaterali viene operato un adeguamento sia della platea dei datori di lavoro che delle prestazioni. La Legge di Bilancio 2022 ha previsto l’estensione dell’ambito di applicazione dei fondi di solidarietà bilaterali già costituiti ai datori di lavoro che occupino almeno un lavoratore dipendente. In mancanza di fondo specifico del settore, i datori di lavoro confluiscono nel FIS (Fondo di Integrazione Salariale dell’Inps), ai fini dell’erogazione dei trattamenti di integrazione salariale (il cui importo è analogo a quello della CIGS).
Il FIS erogherà l’assegno di integrazione salariale per una durata massima di 13 settimane e 26 settimane nel biennio mobile, rispettivamente per le imprese fino a 5 dipendenti e per quelle con più di 5 dipendenti.

Webinar informativo

Sull’argomento APPE terrà nei prossimi giorni uno specifico webinar informativo, in diretta sulla pagina Facebook dell’Associazione, durante il quale si affronteranno anche altre tematiche di interesse.

Documenti da scaricare

Circolare n. 1/2022 del Ministero del Lavoro
Slide informative predisposte dal Ministero del Lavoro



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