Nuovo DPCM, assoluta incertezza (in attesa di notizie dal Ministero) sulle regole da applicare

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AGGIORNATO AL 4 NOVEMBRE 2020, ORE 17.45

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) firmato nella notte tra il 3 e il 4 novembre produce i suoi effetti a partire da giovedì 5 novembre e le nuove disposizioni sono in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre compresi.

Alcune disposizioni si applicano sicuramente fin da subito (quelle di carattere nazionale), mentre altre (che peraltro riguardano più direttamente i pubblici esercizi) sono condizionate all’eventuale definizione del Veneto come regione “a elevata gravità”.

Il Ministero della Salute, al momento della stesura del presente articolo, non ha ancora chiarito se il Veneto sia da considerare “zona verde” (dove si applicano solo le misure nazionali) o “zona arancione” (dove si applicano anche le ulteriori misure più restrittive).

Poiché tale chiarimento (che sarà contenuto in un’ordinanza a firma del Ministro Speranza) potrebbe avvenire anche in serata o in nottata, si ritiene utile pubblicare quelle che saranno le regole da seguire nell’uno e nell’altro caso.

Primo caso – Veneto Regione “verde” e una sola novità per i pubblici esercizi

L’unico cambiamento rispetto alla disciplina dettata dal precedente DPCM del 24 ottobre, riguarda il limite orario oltre il quale è vietata la vendita per asporto: passa dalle precedenti ore 24 alle attuali ore 22, per allinearsi al cosiddetto “coprifuoco” (divieto di spostamento senza validi motivi).

  • Per i pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie, pub, pasticcerie, gelaterie, ecc.) è confermata la chiusura dalle ore 18 alle ore 5 del mattino successivo, con possibilità di svolgere l’attività di vendita per asporto (adesso fino alle ore 22) e consegna a domicilio (senza limiti orari). È inoltre confermato il limite di 4 persone per tavolo, con distanziamento interpersonale di 1 metro, salvo che siano persone esentate (conviventi, congiunti o persone che intrattengono rapporti interpersonali stabili), oltre che l’obbligo di esporre un cartello con la “capienza” dei locali;
  • restano vietate le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo (con obbligo esplicito di spegnere anche le slot collocate all’interno dei pubblici esercizi);
  • è disposta la limitazione della circolazione delle persone (il cosiddetto “coprifuoco” nella fascia oraria 22-05);
  • nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole;
  • viene determinata la chiusura dei musei e delle mostre;
  • è prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività laboratori in presenza; per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia attività in presenza ma con uso obbligatorio delle mascherine (salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni);
  • è consentito il riempimento massimo del 50% sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale;
  • sono vietate le sagre e le fiere e sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.
Secondo caso – Veneto regione “arancione”: sospensione delle attività di somministrazione

Pesanti cambiamenti per i pubblici esercizi, che devono sospendere l’attività di somministrazione al banco o al tavolo (anche in area esterna) e possono solo proseguire con il delivery o il take-away

  • Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie);
  • resta consentita la sola consegna a domicilio (senza limiti di orario), mentre la vendita per asporto è consentita solo fino alle ore 22, con divieto di consumo sul posto o nelle adiacenze;
  • sono altresì consentite le attività delle mense (codice ATECO 56.29.1) e il catering continuativo su base contrattuale (codice ATECO 56.29.2);
  • restano vietate le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo (con obbligo di spegnere anche le slot collocate all’interno dei pubblici esercizi);
  • è vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune (ad esempio, per fare la spesa, qualora nel proprio comune non sia presente un supermercato).
  • è disposta la limitazione della circolazione delle persone (il cosiddetto “coprifuoco” nella fascia oraria 22-05);
  • viene determinata la chiusura dei musei e delle mostre;
  • è prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività laboratori in presenza; per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia attività in presenza ma con uso obbligatorio delle mascherine (salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni);
  • nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole;
  • è consentito il riempimento massimo del 50% sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale;
  • sono vietate le sagre e le fiere e sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

Non appena sarà disponibile l’informazione circa la “classificazione” del Veneto (e, di conseguenza, le regole applicabili), sarà resa nota tramite i consueti canali informativi APPE.

Per maggiori informazioni si rinvia alla lettura del DPCM 3 novembre e, comunque, è sempre possibile contattare la Segreteria APPE (tel. 049.7817222 – email appe@appe.pd.it).



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