Nuove misure adottate dal Governo, in attesa del DPCM

In attesa del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che dovrebbe regolamentare lo svolgimento delle attività nel periodo dal 16 gennaio fino al successivo 15 febbraio, il Consiglio dei Ministri ha deliberato due nuove misure.

La prima è il decreto legge n. 2, che prevede:

  • la proroga dello stato di emergenza fino al 30 aprile 2021;
  • la conferma del divieto di spostamento tra regioni diverse;
  • la conferma della possibilità di spostarsi solo in ambito comunale (nelle zone arancioni, come il Veneto) o regionale (nelle zone gialle), mentre nelle zone rosse i movimenti sono vietati (se non per motivi di lavoro, salute, necessità);
  • la possibilità di spostarsi, in ambito regionale (se in zona gialla) o comunale (se in zona arancione), per una sola volta al giorno, tra le ore 5 e le ore 22, verso un’altra abitazione privata abitata. Tale possibilità è limitata a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione (oltre a eventuali figli minori di 14 anni o persone disabili);
  • nelle zone arancioni sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

La seconda misura è la richiesta al Parlamento di un nuovo scostamento di bilancio (debito pubblico), per 32 miliardi di euro, al fine di mettere a disposizione della comunità nuove risorse per sostenere ulteriormente gli operatori economici, i settori produttivi e i cittadini maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia da Covid-19.
Il Parlamento (crisi politica permettendo) dovrebbe approvare la richiesta del Governo nei giorni compresi tra il 20 gennaio (Camera) e 25 gennaio (Senato), in modo da permettere al Governo stesso di predisporre un nuovo decreto “ristori” (il quinto) entro il mese di gennaio.
Tra le misure che dovrebbero essere introdotte, interessano la categoria dei pubblici esercizi:

  • ulteriori contributi a fondo perduto per le imprese (basati sui fatturati semestrali o annuali e non più soltanto riferiti al mese di aprile):
  • rinvio della trasmissione delle cartelle esattoriali per un altro paio di mesi;
  • sospensione delle scadenze tributarie;
  • rifinanziamento della cassa integrazione e, di conseguenza, ulteriore slittamento in avanti del blocco dei licenziamenti.

Ovviamente si tornerà sul tema “ristori” non appena saranno disponibili ulteriori informazioni.



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