Green Pass, ecco l’attesa circolare del Ministero dell’Interno su controlli e sanzioni



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In breve

Come già preannunciato dal Ministro dell’Interno, è stata predisposta e inviata a tutte le Prefetture d’Italia una circolare, datata 10 agosto 2021, con la quale si specificano, tra l’altro, alcuni aspetti relativi ai diritti e doveri di controllo, in capo...

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Come già preannunciato dal Ministro dell’Interno, è stata predisposta e inviata a tutte le Prefetture d’Italia una circolare, datata 10 agosto 2021, con la quale si specificano, tra l’altro, alcuni aspetti relativi ai diritti e doveri di controllo, in capo ai titolari dei pubblici esercizi.

Il controllo in due fasi

La nota del Ministero specifica che il controllo prima dell’accesso ai locali e attività per i quali è previsto l’obbligo di possesso di green pass, consiste in due fasi:

  • la prima, che riguarda l’obbligo di verifica del qr-code, attraverso l’apposita app: questo controllo va sempre fatto (ad esempio per consentire il consumo al tavolo, al chiuso, all’interno dei pubblici esercizi, soltanto ai clienti in possesso di certificato valido);
  • la seconda, che riguarda l’incrocio dei dati che risultano dall’app (cognome, nome e data di nascita dell’intestatario), con quelli di un documento d’identità: questo secondo controllo <<non ricorre indefettibilmente>>. In pratica, significa che tale verifica si renderà <<necessaria nei casi di abuso o elusione delle norme, come, ad esempio, quando appaia manifesta l’incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione>>.

Così, ad esempio, sarà necessario richiedere l’esibizione di un documento se dall’app compare il nome maschile e di fronte ci si ritrova una donna, oppure quando emerge con chiarezza una palese differenza d’età tra l’intestatario del green pass e la persona che lo esibisce.

La sanzione per il solo avventore

Altro aspetto importante che emerge dalla circolare ministeriale è relativo alle sanzioni: nel testo si specifica che <<qualora si accerti la non corrispondenza fra il possessore della certificazione verde e l’intestatario della medesima, la sanzione […] risulterà applicabile nei confronti del solo avventore, laddove non siano riscontrabili palesi responsabilità a carico dell’esercente>>. La specificazione è molto importante, in quanto “salva” tutti i comportamenti in buona fede dei titolari dei pubblici esercizi, mantenendo le sanzioni nei casi, ad esempio, di conclamati comportamenti contro le attuali normative.

I poteri di verifica

Per quanto attiene i poteri di verifica dei documenti d’identità, la circolare conferma che <<l’avventore è tenuto all’esibizione del documento d’identità, ancorché il verificatore richiedente [l’esercente] non rientri nella categoria dei pubblici ufficiali>>.

Giova ricordare che anche il Garante della Privacy, rispondendo ad un quesito rivolto dalla Regione Piemonte sull’attività di verifica e di identificazione da parte degli esercenti di ristoranti e bar, ha confermato che <<le figure autorizzate alla verifica dell’identità personale sono quelle indicate nell’articolo 13 del d.P.C.M. 17 giugno 2021>>, tra cui vi sono anche i titolari dei pubblici esercizi o loro delegati.

Maggiori informazioni

Per maggiori informazioni è possibile leggere il testo della Circolare del Ministero dell’Interno.



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