Contributi a fondo perduto per vendita di prodotti sfusi o alla spina



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In breve

In breve Pubblicato il 23 ottobre 2021 il decreto con cui il Ministero della transizione ecologica ha delineato le disposizioni attuative per il contributo a fondo perduto di incentivo della vendita di prodotti sfusi o alla spina. Per la presentazione...

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In breve

Pubblicato il 23 ottobre 2021 il decreto con cui il Ministero della transizione ecologica ha delineato le disposizioni attuative per il contributo a fondo perduto di incentivo della vendita di prodotti sfusi o alla spina. Per la presentazione delle domande occorre attendere che il Ministero predisponga l’apposita piattaforma online sul proprio sito.

La misura di incentivazione

Prevista dall’art. 7, D.L. n. 111/2019, la concessione di un contributo a fondo perduto allo scopo di incentivare la vendita di prodotti sfusi ovvero alla spina è ora operativa con il decreto 22 settembre 2021, che ha delineato le caratteristiche nonché le modalità per ottenere il citato contributo.

Soggetti beneficiari

Possono richiedere il contributo gli esercenti commerciali di vicinato e di media e grande struttura (di cui all’art. 4, comma 1, lett. d), e) e f), D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114), che:

  • attrezzano spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti alimentari e detergenti, sfusi o alla spina; oppure
  • aprono nuovi negozi che prevedano esclusivamente la vendita di prodotti sfusi.

Attenzione: possono presentare domanda anche i pubblici esercizi che abbiano attivato, oltre all’attività di somministrazione, anche un’attività di commercio al dettaglio.

Importo finanziabile e spese ammissibili

Il contributo a fondo perduto è pari alla spesa sostenuta e documentata per un importo massimo di 5.000 euro, per gli anni 2020 e 2021, nel rispetto dei limiti previsti.

Affinché si possa beneficiare del contributo citato il contenitore offerto dall’esercente dev’essere riutilizzabile e rispettare la normativa vigente in materia di materiali a contatto con alimenti. Tenendo, comunque, presente che i clienti possono utilizzare contenitori propri sempre che riutilizzabili, puliti e idonei per uso alimentare, ma l’esercente può rifiutare l’uso di contenitori che ritenga igienicamente non idonei.

Sono ammesse al contributo le spese sostenute per:

  • l’adeguamento dei locali (es. progettazione e realizzazione del punto vendita o dello spazio dedicato);
  • l’acquisto di attrezzature funzionali alla vendita di prodotti sfusi (es. arredamento o allestimento del punto vendita o dello spazio dedicato)
  • iniziative di informazione, di comunicazione e di pubblicità dell’iniziativa.

Per poter beneficiare del contributo, è necessario che l’effettività e l’attinenza delle spese sostenute risultino da un’apposita attestazione rilasciata dal presidente del collegio sindacale, da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali o da un professionista iscritto all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o all’albo dei periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, oppure dal responsabile del CAF.

Rimangono, invece, escluse le spese sostenute per l’acquisto o l’igienizzazione dei contenitori e dei prodotti alimentari e detergenti venduti.

Il contributo economico è:

  • alternativo e non cumulabile, per le medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione nazionale o UE;
  • riconosciuto da parte del Ministero della transizione ecologica, previa verifica del rispetto dei requisiti previsti, secondo l’ordine di presentazione delle domande (per i profili operativi si veda paragrafo successivo) e sino all’esaurimento delle risorse stanziate;
  • revocabile, oltre che in caso di insussistenza dei requisiti richiesti, anche qualora l’attività di vendita dei prodotti sfusi sia svolta per un periodo inferiore a tre anni.

Presentazione della domanda per il contributo

Allo scopo di ottenere il contributo a fondo perduto in esame, il soggetto interessato, deve presentare apposita domanda, firmata digitalmente, attraverso la piattaforma disponibile sul sito www.minambiente.it, con le seguenti scadenze:

  • spese sostenute nel 2020: entro 60 giorni dalla data di comunicazione dell’avvenuta attivazione della citata piattaforma;
  • spese sostenute nel 2021: entro il 30 aprile 2022.

La domanda deve contenere le seguenti informazioni:

  • i dati anagrafici, la tipologia di esercente e la dichiarazione della sussistenza dei requisiti di cui all’art. 4, comma 1, lett. d), e) e f), D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114;
  • la finalità della spesa sostenuta rientrante tra quelle ammissibili;
  • l’ammontare del contributo economico richiesto;
  • la dichiarazione di non usufruire dell’agevolazione per le stesse voci di spesa e di rispettare le condizioni e i limiti degli aiuti “de minimis”;
  • l’impiego di contenitori utilizzati e, se sono riutilizzabili ai sensi dell’art. 218, lett. e), D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, la dichiarazione che gli stessi, se impiegati per prodotti alimentari, rispettano la normativa vigente in materia di materiali a contatto con alimenti.

Inoltre, alla domanda vanno inseriti i seguenti allegati:

  • copia del documento di identità valido del richiedente;
  • codice fiscale;
  • fatture o ricevute attestanti la spesa oggetto della richiesta;
  • attestazione dell’effettività e dell’attinenza delle spese sostenute.

Infine, è previsto il rilascio di una dichiarazione sostitutiva che va presentata al Ministero (tramite l’apposita piattaforma), entro il 31 gennaio di ciascun anno e per i successivi 3 anni dalla concessione del contributo, di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

APPE tornerà sull’argomento non appena sarà aperta la piattaforma online per la presentazione delle domande.



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