Elezioni politiche, sesto incontro di APPE con i candidati



Last modified date

In breve

Il candidato e il segretario provinciale di Azione, Carlo Pasqualetto e Bruno Cacciavillani, hanno incontrato una delegazione del Direttivo APPE.

...

Costi energetici, incentivi per il miglioramento delle attività, nuove regole su fisco e lavoro, ma anche semplificazioni e i timori collegati a un’eventuale riproposizione autunnale del Covid: sono questi gli argomenti che l’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova ha sottoposto anche al candidato di Azione, Carlo Pasqualetto, accompagnato dal Segretario provinciale, Bruno Cacciavillani, in vista delle prossime elezioni politiche del 25 settembre.

«Si è trattato – dichiara il Segretario APPE, Filippo Segato – del sesto incontro con i candidati alle prossime elezioni politiche, che vogliamo sensibilizzare sulle problematiche della categoria».

In cima all’agenda, naturalmente, il tema “caro-bollette”, che ha già scatenato, non solo a Padova, le proteste degli esercenti, che hanno manifestato a decine, di fronte al tribunale di Padova, mercoledì 7 settembre, depositando simbolicamente chiavi e registri contabili delle loro attività.

«Se non si inverte la rotta degli aumenti – prosegue il Segretario – tra poche settimane cominceremo a fare la conta delle imprese costrette ad abbassare le serrande per sempre, con le conseguenti ingenti perdite di posti di lavoro: per questo, chiediamo alla politica di ascoltare il nostro grido d’aiuto e predisporre provvedimenti di sostegno».

Preoccupa anche la consegna, in questi giorni, delle fatture relative ai consumi di energia elettrica e gas naturale del mese di agosto.

«Nonostante – dichiara il Segretario – le aziende siano state chiuse per una settimana o anche di più, gli importi sono ancora più alti rispetto a quelli, già stratosferici, del mese di luglio».

E pure il prossimo decreto “Aiuti-ter”, secondo l’Associazione di baristi e ristoratori, rischia di essere poco utile alle imprese.

«Se venissero confermate – sottolinea Segato – le modalità di distribuzione delle poche risorse disponibili, già sperimentate col decreto Aiuti e Aiuti-bis, ci troveremmo di fronte a poco più di un’elemosina, largamente insufficiente a colmare i costi stratosferici che le aziende non riescono più a sostenere».



Condividi/stampa: