I pubblici esercizi contribuiscono a moderare l’inflazione



In breve

A settembre 2022 i prezzi della ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie, ecc.) fanno registrare una variazione dello 0,9% rispetto al mese precedente e di +6,1% rispetto allo stesso mese di un anno fa, mantenendosi abbondantemente al di sotto dell’inflazione generale che arriva a +8,9%, fino a spingersi al +11,4% per i beni alimentari.

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Sono queste le prime indicazioni che arrivano dal centro studi FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) sulla base dei dati diffusi dall’Istat.

«I pubblici esercizi – commenta Filippo Segato, Segretario APPE (Associazione Provinciale Pubblici Esercizi) – si confermano anche a settembre nel ruolo di “ammortizzatori” delle spinte inflazionistiche, nonostante le gravissime difficoltà che gli imprenditori si trovano ad affrontare, una su tutte l’aumento spropositato dei costi energetici (+44,5%) e delle materie prime (+11,4%)».

In particolare, i listini dei bar sono aumentati ad agosto del 5,3% rispetto all’anno precedente, mentre quelli dei ristoranti hanno avuto un incremento del 5,9%.

La ristorazione italiana, nel confronto europeo sulla base dell’indice armonizzato dei prezzi del mese agosto, continua a mostrare segni di forte moderazione collocandosi, tra i 27 Paesi dell’Unione, al quart’ultimo posto per intensità di aumento dei prezzi.

«Non sappiamo – conclude Segato – per quanto ancora le imprese potranno continuare a sostenere una situazione complicatissima, strette tra la necessità di affrontare tutte le spese e le difficoltà di aumentare i prezzi, con il rischio di perdere clienti: il risultato è sotto gli occhi di tutti, con le aziende al limite della sopravvivenza e notizie quotidiane di chiusure».



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