Firmata a Padova la “Carta dei valori della ristorazione italiana”



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In breve

È stata presentata dall’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE), che raggruppa circa 1.500 dei 3.000 pubblici esercizi attivi in provincia di Padova, la “Carta dei valori della ristorazione italiana”, un documento redatto dal famoso giornalista Davide Rampello su iniziativa di FIPE-Confcommercio.

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Dopo la presentazione, avvenuta a Roma lo scorso novembre, alla presenza del Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, a Padova la “Carta” è stata sottoscritta, per attestarne la condivisione dei contenuti, dal Presidente della Camera di commercio, Antonio Santocono, dal Presidente della Provincia, Fabio Bui, dal Sindaco di Padova, Sergio Giordani, dall’Assessore al commercio del Comune di Padova, Antonio Bressa e dal Dirigente Scolastico dell’Istituto alberghiero “Pietro d’Abano”, Carlo Marzolo. A fare gli onori di casa, il Presidente APPE Erminio Alajmo.
Gli interventi degli ospiti sono stati preceduti da una relazione dell’editore in campo gastronomico, Ferruccio Ruzzante.

«Presentare a Padova la Carta dei Valori – dichiara Erminio Alajmo – è un piacere e un onore, soprattutto in questo momento in cui molti valori sembrano entrare in crisi».

Largo quindi a concetti come stagionalità, territorio, cura e ambiente, ma anche comunità e memoria.

«Ristorazione – conferma il Presidente APPE – significa condivisione: di valori, prima di tutto, ma anche di memorie, felicità e cultura in senso più ampio. Condivisione che va ricercata con tutti i nostri interlocutori: fornitori, dipendenti, collaboratori e consumatori: solo così si chiude il cerchio della “buona ristorazione”».

La Carta, nelle intenzioni di APPE, rappresenta anche le linee-guida per la ristorazione dei prossimi anni: una ristorazione di ripartenza, dopo i due anni di pandemia che hanno segnato profondamente un intero comparto economico.

«Più che di ripartenza – specifica Alajmo – parlerei di vera e propria rinascita, nel riappropriarci di valori culturali antichi, qualche volta dimenticati, che devono guidarci nella gestione delle nostre imprese: la curiosità che muove la ricerca, la cura per le persone, le cose e l’ambiente che ci circonda, l’attenzione per il nuovo e “il bello”, l’amore per il lavoro che genera un’economia a sostegno di tutto il territorio».

La ristorazione è dunque pronta ad andare oltre i drammi e le incognite del recente doloroso periodo, riprendendo il suo ruolo strategico per le filiere dell’agroalimentare e del turismo.

Peraltro, una recente ricerca (*) mette in evidenza come per il turista in visita a Padova, l’enogastronomia sia una delle principali attività che intende svolgere: seconda, dopo la visita al patrimonio culturale, per gli stranieri, e terza, praticamente alla pari con la visita ai luoghi di culto, per gli italiani.

«Come esercenti – conclude il Presidente Alajmo – siamo pronti a fare la nostra parte, con responsabilità e serietà, per fare in modo che i clienti si sentano “coccolati”, pronti a promuovere a loro volta l’accoglienza dei nostri locali, generando così un beneficio diretto per tutta l’economia padovana».

(*) I comportamenti e le preferenze del turista culturale a Padova – Comune di Padova e Università di Padova, prima edizione 2021 Padova University Press



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