A Longarone Zaia “battesima” il gelato al gusto “Leone di San Marco”



In breve

Crema speziata, preparata con zafferano, vaniglia e zest di limone, variegata con una salsa artigianale di lamponi e impreziosita con foglie d’oro edibile: sono questi i principali ingredienti del gelato al nuovo gusto “Leone di San Marco”, presentato a Longarone,...

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Crema speziata, preparata con zafferano, vaniglia e zest di limone, variegata con una salsa artigianale di lamponi e impreziosita con foglie d’oro edibile: sono questi i principali ingredienti del gelato al nuovo gusto “Leone di San Marco”, presentato a Longarone, in occasione della Mostra Internazionale del Gelato.

Ideatori del gelato sono Guido Zandonà, della gelateria Ciokkolatte di Padova, e Thomas Infanti, della gelateria Antiche Tentazioni di Selvazzano Dentro.

L’iniziativa è stata patrocinata dalle due associazioni di riferimento: APPE (Associazione Provinciale Pubblici Esercizi), presente a Longarone con il Dirigente Lorenzo Zambonin, e GAT (Gelatieri Artigiani del Triveneto), rappresentata da Filippo Bano.

«Abbiamo voluto – spiegano gli ideatori – creare un gelato che avesse tra i suoi ingredienti le uova, utilizzate da sempre dalla scuola di gelateria veneta, impreziosendo la crema realizzata con un mix di spezie che si ispirano alla secolare tradizione commerciale veneziana».

«La scelta – proseguono Zandonà e Infanti – dell’utilizzo dei lamponi, oltre che naturalmente legata al gusto, vuole anche essere un richiamo ai lamponi della Dolomiti, richiamo esplicito al territorio veneto».

“Padrino” d’eccezione per il battesimo del nuovo gusto è stato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, presente a Longarone, che ha ricordato come la cromia della proposta gastronomica, sulla base degli ingredienti scelti, ricordi chiaramente il gonfalone regionale.

Al Presidente Zaia, APPE e GAT hanno consegnato una targa che ricorda come il gusto sia stato creato in onore del Veneto, per ricreare le “dolci emozioni venete”.

In foto, da sinistra: Thomas Infanti, Luca Zaia e Guido Zandonà



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