Sagre, eventi e manifestazioni varie: APPE chiede ai Sindaci di sospendere tutte le autorizzazioni fino a fine anno

Con i primi segnali, incoraggianti, di miglioramento della situazione sanitaria, che peraltro sembrano purtroppo smentiti dall’evoluzione di questi ultimi giorni, diverse amministrazioni comunali hanno ripreso l’organizzazione di sagre, eventi e manifestazioni, che per loro natura attirano centinaia, se non migliaia di persone.

«Oltre al rischio epidemiologico – dichiara Filippo Segato, Segretario dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi di Padova – collegato a tali eventi, vi sono anche riflessi, negativi, sul piano economico, visto che ad ogni manifestazione è sempre collegata la somministrazione di alimenti, che anzi quasi sempre è il principale fattore di attrazione dei partecipanti».

Per questi motivi, all’APPE non hanno perso tempo e hanno messo nero su bianco tutte le motivazioni che dovrebbero portare ad un’attenta analisi, prima di consentire lo svolgimento di tali eventi.

«Per la verità – precisa Segato – vi sono molte amministrazioni comunali che hanno ben valutato tutte le possibili conseguenze e, pertanto, hanno deciso che, per quest’anno non saranno organizzate sagre e feste varie. La stessa posizione che, peraltro, ha assunto con responsabilità anche l’Unione provinciale delle Pro-loco, per voce del Presidente Fernando Tomasello. Per altre amministrazioni, invece, evidentemente valgono considerazioni diverse».

Stante questa dicotomia, l’APPE ha evidenziato nella lettera spedita tramite PEC ai Sindaci e agli assessori al commercio dei Comuni della provincia di Padova le criticità collegate all’eventuale esecuzione di eventi che calamitano frotte di persone (in molti casi over 60, i più esposti al rischio contagio), in barba al divieto di assembramenti.

L’affondo dell’Associazione riguarda l’avvio di attività “parallele” di somministrazione di alimenti e bevande, che andrebbe ad erodere i già drammatici bilanci economici delle normali attività di pubblico esercizio (bar, ristoranti, pizzerie, trattorie), che stanno cercando proprio in questi mesi di poter sopravvivere, pur tra mille difficoltà, al fine di non dover cessare definitivamente la loro attività, lasciando così senza lavoro moltissimi dipendenti.

«La missiva – conclude Segato – termina con l’appello alle Amministrazioni Comunali di sospendere, almeno per tutto il 2020, le autorizzazioni allo svolgimento di manifestazioni e attività che comportino la somministrazione di alimenti e bevande o l’organizzazione di balli. Diversamente – questa l’alternativa proposta dall’Associazione – si potrebbe valutare di organizzare “eventi diffusi”, con la compartecipazione dei pubblici esercizi ubicati sul territorio comunale, instaurando un’auspicata collaborazione che potrebbe rivelarsi utile anche per gli anni a venire».

 

 



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