Ristoratori “strozzati” da The Fork, APPE lancia una piattaforma alternativa gratuita per gli associati

L’imposizione delle nuove condizioni contrattuali, a partire dal 7 ottobre, introdotte dalla nota piattaforma di prenotazione di ristoranti on-line “The Fork” sta facendo montare la rivolta degli esercenti di tutto lo Stivale che stigmatizzano la scelta e la bollano come inopportuna in un momento di crisi generalizzata, esasperata dal Covid-19.

«Padova è in prima linea nella mobilitazione dei ristoratori – rivela il Presidente dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi  Erminio Alajmo – i “diktat” della compagnia che fa capo a Tripadvisor sono economicamente insostenibili e quindi suggeriamo a “The Fork” di voler tornare sui propri passi, pena una raffica di disdette».

La materia del contendere sono le penalizzanti commissioni decise dal gigante del web che presto imporrà unilateralmente l’accettazione di “The Fork Pay”, sistema di pagamento obbligatorio che non prevede alcun beneficio per i ristoratori, ma solo maggiori costi per i titolari dei locali: da un lato vengono introdotte commissioni ben più alte rispetto a quelle delle carte di credito e dei bancomat. Dall’altro prima di vedersi accreditare gli incassi sui conti correnti, i ristoratori sono costretti ad attendere diversi giorni. Non solo, The Fork prende già 2 euro a coperto e su 100 euro di conto per 4 commensali, il costo a carico dell’esercente può avvicinarsi al 10%.

«Di ora in ora cresce il numero degli imprenditori che non intendono assolutamente accettare le nuove condizioni – scandisce Alajmo – e che chiedono l’intervento dell’Associazione per riportare “The Fork” a più miti consigli. Gli esercenti che vogliono coagularsi in questa protesta non devono fare altro che contattare l’APPE spedendo un’email ad appe@appe.pd.it con le ragioni del dissenso».

«Anche la nostra Federazione nazionale FIPE – prosegue il numero uno degli esercenti patavini – si è prontamente attivata per dare supporto, anche sotto il profilo legale, agli operatori colpiti dal provvedimento e quindi siamo speranzosi che la protesta, a più livelli, porti ad un ripensamento dei vertici di “The Fork”».

«Abbiamo comunque un asso nella manica ancora da giocare – conclude Alajmo – se “The Fork” non dovesse tornare sulla propria decisione, siamo già pronti ad offrire agli associati uno strumento alternativo ed assolutamente gratuito. Grazie all’azienda “Blue Solution Communication” di Padova, con la quale abbiamo stretto un accordo giusto in queste ore, siamo pronti ad offrire una nuova piattaforma che coniuga semplicità ed operatività. In pratica l’applicazione può gestire indifferentemente prenotazioni, takeaway, consegne a domicilio oppure eventuali ordini direttamente dal tavolo. A costo zero per l’esercente».



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