Pesanti sanzioni dal 1° ottobre 2020 per chi è sprovvisto di PEC. Al debutto il “domicilio digitale”

Per il momento cambia poco, ma in prospettiva vi sono importanti novità che vale la pena analizzare fin da subito: il decreto “semplificazioni”, approvato lo scorso luglio, ha infatti previsto la sostituzione della “PEC” (Posta Elettronica Certificata) con il più ampio concetto di “domicilio digitale”, che verrà reso disponibile tramite il Cassetto digitale dell’imprenditore erogato dalle Camere di Commercio.

Il domicilio digitale, di fatto, potrà continuare a coincidere con l’indirizzo PEC dell’impresa, ma sarà presto anche possibile utilizzare un altro servizio, denominato “recapito certificato qualificato”, che in pratica è una “PEC rafforzata”, dove vengono identificati in modo univoco sia il mittente che il destinatario.

In ogni caso, per il momento non cambia nulla e, pertanto, rimangono i consueti obblighi a carico delle imprese:

  • dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata univoco (ogni impresa deve avere la propria PEC);
  • comunicarlo al Registro delle Imprese, in modo che sia pubblicamente consultabile da parte di terzi (fornitori, enti, ecc.).

A titolo informativo, vi sono ad oggi circa 11 milioni di indirizzi PEC registrati in Italia, ma ben 1,7 milioni di imprese non risultano ancora dotati di PEC, oppure l’indirizzo non è più valido e attivo (perché magari non rinnovato), oppure non comunicato al Registro delle Imprese.

Per le ditte che, alla data del 1° ottobre 2020, non si saranno dotate di un domicilio digitale e non l’avranno comunicato alla Camera di commercio, sono previsti:

  • una sanzione:

>> per le società da un minimo di 206 euro ad un massimo di 2.064 euro (412 euro se pagate in forma ridotta entro 90 giorni)

>> per le imprese individuali da un minimo di 30 euro ad un massimo di 1.548 euro (60 euro se pagate in forma ridotta entro 90 giorni)

  • l’assegnazione “d’ufficio” di un domicilio digitale da parte della stessa Camera di commercio (indirizzo dove chiunque potrà inviare comunicazioni, valide ad ogni effetto di legge).

Se nel corso della vita aziendale il domicilio digitale diventa inattivo (ad esempio perché il servizio, come spesso capita, non viene rinnovato), il Conservatore del Registro delle Imprese cancella l’indirizzo, previa diffida, e procede con l’applicazione della sanzione e dell’assegnazione d’ufficio di un nuovo indirizzo pienamente operativo.

Gli imprenditori che non dovessero accedere al proprio domicilio digitale rischiano di vedersi notificati atti e documenti inviati sia dai privati che dalla pubblica amministrazione, senza pertanto poter leggere/rispondere e risultando, quindi, “soccombenti”.

Per consultare gli indirizzi PEC di tutte le imprese italiane, è sufficiente collegarsi al sito https://www.inipec.gov.it/cerca-pec ed inserire il codice fiscale del soggetto (professionista od impresa).

Per maggiori informazioni è sufficiente contattare la Segreteria dell’APPE (tel. 049.7817222 – email appe@appe.pd.it).



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