La pandemia non dà tregua, APPE: «serve un “colpo di reni” collettivo da parte delle Istituzioni»



In breve

«Non c’è un minuto da perdere, è a rischio la tenuta del comparto dei pubblici esercizi, messo a dura prova da due anni di pandemia. Se non si vuole allungare la lista delle imprese di bar e ristorazione che hanno...


«Non c’è un minuto da perdere, è a rischio la tenuta del comparto dei pubblici esercizi, messo a dura prova da due anni di pandemia. Se non si vuole allungare la lista delle imprese di bar e ristorazione che hanno definitivamente cessato l’attività a causa del coronavirus, serve un “colpo di reni” collettivo da parte di tutte le istituzioni».

È il grido d’allarme di Filippo Segato, Segretario dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE), che, a causa della ripresa incontrollata dei contagi e del conseguente aumento di quarantene ed isolamenti fiduciari, invoca l’intervento di Governo, Regione e Comuni, ciascuno per la parte di propria competenza, al fine di contenere i danni economici patiti dagli operatori.

«Ogni giorno che passa, un numero maggiore di imprenditori associati ci fa presente – sottolinea Segato – che la situazione è insostenibile, sia per l’aumento incontrollato dei costi delle materie prime e dell’energia elettrica ed il gas, sia per l’esiguità di clienti che, tra ammalati, in “clausura” e spaventati per la mole dei contagi, hanno trasformato la situazione di fatto in un lockdown mascherato. In pratica, pubblici esercizi aperti, con le spese di gestione che corrono a mille, ma senza ristori. Insomma un vero dramma imprenditoriale».

E così non rimane che la “ricetta” degli aiuti istituzionali.

Al Governo, rimarca Segato, chiediamo «di prevedere indennizzi congrui rispetto alle perdite subìte, il congelamento di taluni adempimenti fiscali, la proroga della moratoria delle rate sospese e dei periodi di preammortamento dei finanziamenti, nonché il rinnovo, per almeno altre 13 settimane, degli ammortizzatori “in deroga” per l’accesso al trattamento di integrazione salariale da parte dei numerosissimi dipendenti dei pubblici esercizi che, diversamente, non saprebbero come sostentarsi».

«Alla Regione proponiamo – prosegue il Segretario APPE – di mettere in campo tutte le risorse disponibili, al fine di erogare contributi economici alle imprese del settore, così come già fatto nel corso del 2020 e 2021, al fine di sostenere il comparto dei bar, dei ristoranti, delle discoteche: attività che sono il fiore all’occhiello dell’offerta turistica del nostro territorio».

Ma è soprattutto alle Amministrazioni Comunali che l’Associazione rivolge un accorato appello richiedendo, con una specifica missiva, «l’azzeramento per tutto il 2022 del canone di occupazione di suolo pubblico (il Governo ha disposto l’esenzione fino al 31 marzo); la semplificazione delle procedure di richiesta di occupazione di area pubblica, con la possibilità di prevedere allargamenti e collocazione di sedie e tavoli anche in aree usualmente non concesse (così come fatto, ad esempio, dal Comune di Padova); la rimodulazione, per l’intera annualità 2022, delle tariffe di asporto rifiuti, diminuendo in modo significativo l’impatto delle stesse sulle imprese; la semplificazione e sostegno per l’organizzazione di eventi, manifestazioni e concertini da parte dei pubblici esercizi; la sospensione o ridimensionamento di tutti gli eventi che comportino attività di somministrazione (quali ad esempio: sagre, eventi, manifestazioni), in modo da non generare una sorta di attività parallela a quella regolarmente svolta dai pubblici esercizi».



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