FAQ sul Green Pass – aggiornato al 15/10/2021

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Con l’avvicinarsi del 15 ottobre, data di entrata in vigore dell’obbligo di possesso di Green Pass per svolgere le attività lavorative [leggi notizia], si susseguono richieste di informazioni, quesiti e dubbi applicativi. Con le seguenti FAQ si forniscono alcune prime indicazioni, in attesa della pubblicazione del nuovo DPCM (firmato il 12 ottobre) che potrebbe portare ulteriori aggiornamenti.

Si ricorda inoltre che sull’argomento si è tenuto uno specifico webinar.

Come devono avvenire i controlli sul green pass dei lavoratori?
Ogni azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, nel rispetto delle normative sulla privacy. I datori di lavoro definiscono le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento.
Per le aziende fino a 50 dipendenti, la verifica va fatta attraverso l’app “VerificaC19”.

Il datore di lavoro è soggetto agli stessi obblighi dei dipendenti?
Sì, l’obbligo di possesso di Green Pass si applica a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa (titolare, soci, collaboratori/coadiuvanti familiari) o di formazione (stagisti) o di volontariato nei luoghi in cui ne è previsto lo svolgimento.

Devo controllare che il mio fornitore abbia il green pass per accedere in azienda?
Sì, in quanto la norma stabilisce che l’obbligo della certificazione verde si applica a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa nei luoghi aziendali. Di conseguenza riguarda anche figure come i fornitori, ma anche consulenti che svolgono la loro attività all’interno dell’impresa (come ad esempio un fotografo, un docente, un professionista, un manutentore, ecc.).

Da chi devono essere effettuati i controlli sul green pass dei lavoratori che arrivano da società di somministrazione? Dalla società di somministrazione o dall’azienda in cui vengono distaccati?
I controlli devono essere effettuati da entrambe, sia dalla società di somministrazione, sia dall’azienda presso la quale il lavoratore svolge la propria prestazione.

È possibile per il datore di lavoro verificare il possesso del green pass con anticipo rispetto al momento previsto per l’accesso in sede da parte del lavoratore?
Sì. Nei casi di specifiche esigenze organizzative, i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni relative al mancato possesso del green pass con il preavviso necessario al datore di lavoro per soddisfare tali esigenze. È il caso ad esempio, dei lavoratori “a chiamata”, ai quali può essere richiesto il possesso del Green Pass in vista del fine settimana.

Ho un ristorante, come devo comportarmi se un mio dipendente non ha il green pass?
Il lavoratore è assente ingiustificato e, per il periodo di assenza ingiustificata, non sono dovuti la retribuzione, né altro compenso o emolumento, comunque denominato. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio. In ogni caso tali lavoratori sono considerati assenti ingiustificati senza conseguenze disciplinari con diritto alla conservazione del posto di lavoro fino alla presentazione della certificazione verde, e comunque, non oltre il 31 dicembre 2021.
I soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni (il datore di lavoro o i delegati) trasmettono gli atti relativi alla violazione al Prefetto, a cui è affidato il compito di irrogare le sanzioni previste.

Il datore di lavoro, è tenuto al pagamento del tampone nei confronti del dipendente?
No, nessuna disposizione di legge lo prevede.

I protocolli e le linee guida di settore contro il COVID-19, che prevedono regole sulla sanificazione delle sedi aziendali, sull’uso delle mascherine e sui distanziamenti, possono essere superati attraverso l’utilizzo del green pass?
No, l’uso del green pass è una misura ulteriore che non può far ritenere superati i protocolli e le linee guida di settore.

I clienti possono chiedere l’esibizione del Green Pass da parte degli operatori del pubblico esercizio?
No, i clienti devono esibire il loro Green Pass per poter consumare al tavolo, all’interno dei locali, ma non possono chiedere l’esibizione della certificazione verde da parte degli operatori dell’esercizio.

Cosa succede se il dipendente assente ingiustificato, in quanto privo di Green Pass, si ammala durante il periodo di assenza?
Prevale l’assenza ingiustificata, in quanto esiste a monte un’accertata impossibilità di lavorare. L’insorgere della malattia pertanto, anche a fronte di produzione di certificato medico, non modifica lo status di assente ingiustificato del lavoratore.

Il green pass rilasciato in seguito all’effettuazione di un tampone deve essere valido per tutta la durata dell’orario lavorativo?
No. Il green pass deve essere valido nel momento in cui il lavoratore effettua il primo accesso quotidiano alla sede di servizio e può scadere durante l’orario di lavoro, senza la necessità di allontanamento del suo possessore.

L’obbligo di green pass sussiste anche in capo agli operatori sulle aree pubbliche la cui “sede lavorativa” è collocata all’aperto?
Sì: l’obbligo di green pass non è collegato al fatto che la sede in cui si presta servizio sia all’aperto o al chiuso.

Quali sono i soggetti titolati a controllare le aziende?
Le aziende potranno essere controllate dagli ispettori del lavoro e dalle aziende sanitarie locali, dei quali si avvalgono i prefetti.

 

Eventuali altri quesiti possono essere inviati alla casella email appe@appe.pd.it: se di interesse comune, le relative risposte saranno pubblicate in questa sezione.



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