Esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di integrazione salariale

La circolare dell’INPS n. 24 dell’11 febbraio 2021 fornisce le prime indicazioni per la gestione degli adempimenti connessi all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di integrazione salariale

 

Datori di lavoro che possono accedere al beneficio

Possono accedere al beneficio in trattazione tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, ad eccezione del settore agricolo.

 

Assetto e misura dell’esonero

L’ammontare dell’esonero è pari alle ore di integrazione salariale fruite anche parzialmente nel mese di giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL. L’importo dell’agevolazione è pari alla contribuzione piena a carico del datore di lavoro non versata in relazione alle ore di fruizione degli ammortizzatori sociali nel citato mese e lo stesso può essere fruito, fino al 31 gennaio 2021, per un periodo massimo di quattro settimane e deve essere riparametrato e applicato su base mensile.

Nella determinazione delle contribuzioni effettivamente oggetto dell’esonero è, infine, necessario fare riferimento alla contribuzione datoriale che può essere effettivamente oggetto di sgravio, e non sono oggetto di esonero le seguenti contribuzioni:

– i premi e i contributi dovuti all’INAIL;

– il contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”;

– il contributo ai Fondi di Solidarietà;

– il contributo previsto destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua.

 

Condizioni di spettanza dell’esonero

Il diritto alla legittima fruizione dell’esonero contributivo è subordinato al rispetto di:

– regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC);

– assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;

– rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

– divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo previsto dal medesimo provvedimento.

 

Compatibilità con la normativa in materia di aiuti di Stato

Il beneficio contributivo è subordinato alle seguenti condizioni:

– siano di importo non superiore a 1.800.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere);

– siano concessi a imprese che non fossero già in difficoltà al 31 dicembre 2019;

– in deroga al punto precedente, siano concessi a microimprese o piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione;

– siano concessi entro il 31 dicembre 2021.

 

Per maggiori informazioni rivolgersi all’ufficio paghe APPE (paghe@appeservice.it) oppure al proprio consulente del lavoro.

 

 



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