Esenzione IMU anche se proprietario e gestore non coincidono

Il Dipartimento delle Finanze ha fatto luce su un aspetto molto importante, collegato alle esenzioni dal pagamento dell’IMU per determinate categorie di soggetti.

Come si ricorderà, sia il “decreto Rilancio” che il “decreto Agosto” avevano previsto, per le attività del settore turistico-ricettivo (alberghi, pensioni, discoteche, sale da ballo) l’esonero dal versamento della prima e seconda rata IMU riferita all’anno 2020. Lo stesso esonero, solo per la seconda rata, era stato inoltre previsto dal “decreto Ristori” per le attività sospese o limitate dai DPCM da ottobre 2020 in avanti, tra cui i pubblici esercizi.

Il medesimo esonero è stato previsto, infine, per la prima rata 2021 (che scade il prossimo 16 giugno), anche per tutte le altre imprese (compresi ovviamente i pubblici esercizi) dal “decreto Sostegni”, purché le suddette imprese abbiano avuto una riduzione del fatturato di almeno il 30% nell’anno 2020 rispetto al 2019.

In tutti i casi, per poter beneficiare dell’esenzione era previsto che i proprietari degli immobili fossero anche gestori dell’attività esercitata.

Ora, con risposta (peraltro mai pubblicata) ad uno specifico quesito, il Dipartimento delle Finanze ha chiarito che il requisito della coincidenza proprietario-gestore, in caso di società, può essere soddisfatto anche se il proprietario dell’immobile è socio amministratore della società che gestisce l’attività.

Così, ad esempio, possono beneficiare dell’esenzione:

  • i soci di Snc, nel caso in cui il socio sia proprietario dell’immobile e la società nello stesso immobile gestisca un pubblico esercizio;
  • i soci di Sas, nel caso in cui il socio accomandatario sia proprietario dell’immobile e la società nello stesso immobile gestisca un pubblico esercizio.

Così, ad esempio, se il sig. Mario è proprietario dell’immobile e, assieme ad altri, socio della società “Bar da Mario Snc”, che gestisce il pubblico esercizio proprio in quell’immobile, gli spetta l’esenzione IMU per la prima rata 2021.

È quindi importante confrontarsi con il proprio commercialista, per capire se si ricade nelle fattispecie sopra illustrate e, se del caso, bloccare il pagamento dell’acconto IMU previsto per il prossimo 16 giugno.

L’ufficio contabilità APPE sta già effettuando le verifiche del caso, al fine di “stoppare” gli esercenti interessati, che saranno contattati dagli addetti ai servizi fiscali.

Qualora il pagamento fosse già stato effettuato e in relazione a eventuali esoneri dovuti (ma non beneficiati) per il 2020, si potrà fare richiesta di rimborso al proprio comune.



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