Dall’1 luglio 2020 stop al “Bonus Renzi”, sostituito da altre misure di sostegno al reddito

Dal 1° luglio 2020 la normativa che disciplina il cosiddetto “bonus Renzi” degli 80 euro è stata abrogata. Per le prestazioni di lavoro rese fino al 30 giugno 2020, il bonus 80 euro continua ad essere riconosciuto in busta paga ai lavoratori aventi diritto secondo le regole ordinarie.

 

Per le prestazioni di lavoro rese dal 1° luglio 2020, sono previste due nuove misure di sostegno ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, alternative tra loro:

>> un trattamento integrativo (credito IRPEF);

>> e un’ulteriore detrazione fiscale (che riduce l’imposta lorda del lavoratore)

 

Analogamente a quanto previsto per il bonus 80 euro, anche le nuove misure spettano in base al rispetto di determinati limiti di reddito complessivo annuo prodotto dal lavoratore e sono riconosciute in automatico dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o committente) sulla base dei dati in suo possesso.

 

Trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati

Si tratta di un bonus (600 euro per il semestre luglio-dicembre 2020 e 1.200 euro a decorrere dall’anno 2021) che spetta ai titolari di:

  • reddito complessivo annuo non superiore a euro 28.000;
  • IRPEF lorda, al netto delle Altre detrazioni (di cui all’art. 13, comma 1, TUIR), positiva.

 

Ulteriore detrazione fiscale

Ai titolari di redditi complessivi superiori a euro 28.000 e fino a euro 40.000, per le prestazioni di lavoro rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020, viene, invece, riconosciuta un’ulteriore detrazione fiscale sull’IRPEF lorda (in questo caso, il beneficio non consiste in un bonus erogato in busta paga bensì in una riduzione dell’imposta dovuta).

 

L’ufficio Amministrazione del Personale di APPE invita gli esercenti che hanno affidato la tenuta delle “buste paga” a far compilare il modulo di comunicazione ai propri dipendenti, tenendo però conto che la compilazione è facoltativa e che, in assenza di risposta, l’ufficio procederà alla verifica della spettanza a favore del dipendente sulla base dei dati a disposizione. In sede di conguaglio, il sostituto d’imposta verifica la spettanza del trattamento integrativo e, qualora rilevi la non spettanza, provvede al recupero in busta paga dell’intero importo.

 



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