Corona virus, FAQ per i pubblici esercizi aggiornate alle ore 17 del 12 marzo 2020

Last modified date

Misure di contenimento per l’emergenza epidemiologica 

 

1. È consentito il delivery? Mi hanno riferito che in alcune località le Autorità stanno sanzionando gli esercizi che prestano questo servizio.

Il DPCM dell’11 marzo 2020 ha espressamente confermato quanto già era stato ottenuto dalla Federazione, per cui l’attività di ristorazione con consegna a domicilio “resta consentita […] nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto”; pertanto, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che dovessero decidere di esercitare (o di continuare ad esercitare) tale attività – effettuando, peraltro, un servizio davvero importante per i cittadini che sono costretti a rimanere nelle proprie abitazioni – non potranno/dovranno esser sanzionati.

È bene, inoltre, precisare che l’attività di delivery non è soggetta ad alcuna restrizione oraria.

Resta fermo che dovrà esser cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cosiddetta piattaforma di delivery – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.

 

2. Sono un ristorante e ho deciso di assicurare la consegna a domicilio, come posso dimostrare che il cuoco si sta recando nel mio esercizio per lavorare?

Il datore di lavoro può consegnare una dichiarazione scritta al dipendente, in cui si afferma che quest’ultimo è impiegato presso il proprio esercizio. In ogni caso, il lavoratore deve compilare il modulo di autocertificazione, dichiarando che il proprio spostamento è motivato da esigenze lavorative.

 

3. In base alle nuove norme, devo chiudere il mio esercizio posto in un’area di servizio stradale/autostradale/ferroviaria/aeroportuale?

Ai sensi dell’art. 1 punto  2) del DPCM dell’11 marzo 2020, si prevede che restino aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

 

4. Ci sono novità con riferimento alle mense?

Le nuove norme prevedono che non siano sospese le mense e il catering continuativo su base contrattuale, sempre che sia garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

 

5. Ho un’azienda di catering, posso continuare ad esercitare la mia attività?

No se l’azienda svolge attività di catering per eventi (codice ateco 56.21), in quanto la normativa prevede esclusivamente la prosecuzione dei catering di tipo continuativo su base contrattuale (codice ateco 56.29.20), vale a dire la fornitura di pasti preparati sulla base di accordi negoziali stipulati con il cliente (ad es. catering aereo, ospedali) per uno specifico periodo di tempo.

 

6. Come devono comportarsi le attività di somministrazione di alimenti e bevande che siano anche in possesso della licenza di rivendita ordinaria di tabacchi?

Dovranno necessariamente chiudere l’area asservita alla somministrazione (e quindi sospendere la relativa attività), potendo invece continuare ad esercitare l’attività di rivendita di tabacchi

 

7. Fino a quando rimarranno in vigore le nuove norme?

Le nuove misure riguardano l’intero territorio nazionale e sono in vigore dal 12 al 25 marzo 2020, salvo diversa disposizione.

 



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