Cocktail delivery: i pubblici esercizi non hanno bisogno di ulteriori titoli autorizzatori fiscali

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L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha chiarito, con circolare del 6 luglio 2020, che la consegna a domicilio del consumatore di bevande alcoliche, premiscelate, “non imbottigliate” (cocktails) svolta da un pubblico esercizio non richiede alcun titolo autorizzatorio fiscale aggiuntivo rispetto alla licenza fiscale già in possesso dell’esercente.

La circolare mette pertanto la parola “fine” ai dubbi che erano sorti nei mesi scorsi, durante il lockdown, quando sembrava che i locali avrebbero dovuto eseguire una serie di adempimenti aggiuntivi.

L’Agenzia delle Dogane conferma dunque integralmente l’orientamento della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), asserendo che, con la consegna di bevande alcoliche a domicilio, l’esercente <<continua ad esercitare la medesima attività seppure in una forma distributiva ulteriore, accessoria rispetto a quella di ordinario svolgimento e che pertanto, sotto il profilo fiscale, il ricorso a tale iniziativa non dà luogo al sorgere di nuovi obblighi di denuncia di esercizio all’Ufficio delle dogane […] né a specifici vincoli di circolazione delle bevande premiscelate trasportate>>.

Finalmente una buona notizia! Speriamo che sia di buon auspicio per il futuro emanando “Decreto Semplificazioni” …  



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