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Presentazione


Per quanti da anni si occupano di bambini e della programmazione dei relativi servizi è motivo di soddisfazione riscontrare che, finalmente, anche chi non ha come principale obiettivo l'educazione dei bambini e il loro star bene nella nostra società, si sta premurando di capire e di organizzare il loro benessere e quello delle famiglie, anche negli spazi e nei luoghi non specificatamente a loro destinati.
Non si tratta di promuovere isole felici o di costruire cose impossibili e inimmaginabili; si tratta solo di rimodellare l'ambiente e le strutture, tenendo conto della presenza e delle esigenze dei piccoli.
Facendo un passo indietro, vediamo che fino a pochi anni fa era il bambino che doveva adattarsi al mondo e alle dimensioni degli adulti; tutto era costruito e organizzato a misura di adulto.
Sono sorte così strutture ed infrastrutture utilizzabili solo dall'universo degli adulti.
Strade solo per le auto, marciapiedi con i gradini alti, vetrine di molti locali sopraelevate e pertanto non visibili da una certa altezza, sale d'attesa con le sole riviste per adulti, ecc., per non parlare poi di molti ospedali pediatrici e così via. Oggi i reparti pediatrici si stanno riorganizzando per offrire ai piccoli degenti ed alle loro famiglie un luogo che consenta una permanenza rispettosa della loro dignità.
Qualcosa, e forse di più, si sta muovendo; alcuni negozi si stanno dotando di aree gioco per i bambini, le stesse sono presenti in alcuni studi medici o strutture ospedaliere; i grandi magazzini mettono addirittura a disposizione simpatici carrelli-auto affinché la permanenza all'interno risulti meno pesante.
Certo siamo solo agli inizi e ancora troppo scarse sono le iniziative che dimostrano una reale attenzione per i bambini, ma sicuramente il progetto VENETO IN FAMIGLIA RISTORANTI A MISURA DI BAMBINO è utile per migliorare e per fare un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti dell'infanzia.
Ristoranti appositi per i bambini ne esistono già ma il più delle volte se curano la presenza del bambino in termini di giochi e di strutture non garantiscono altrettanto in termini di ingredienti e di proposte alimentari.
Con questo progetto vengono individuate modalità e forme di organizzazioni che soddisfino anche le esigenze delle famiglie; si sta leggendo la realtà dal punto di vista delle famiglie con prole e l'obiettivo non è solo quello di offrire qualcosa ai bambini, ma soprattutto, almeno così pare di capire, di favorire i momenti in comune tra genitori/adulti e bambini fornendo spazi adeguati perché nessuno si senta intruso.
Qualunque soluzione, se si parte da questa ottica, può considerarsi positiva in quanto basata sulle esigenze del singolo, del gruppo e del gruppo allargato, anche perché la condizione di agio del singolo rappresenta sicuramente uno stimolo per la collettività.
Il sogno che va in tal modo delineandosi mira pertanto alla realizzazione di "città a misura di bambini", accessibili in ogni area, prive di barriere di alcun genere, fornite di servizi fruibili da tutti.
L'augurio è che questo sogno diventi in tempi ragionevoli una bella realtà!

Il Presidente della Regione del Veneto
On. Dott. Giancarlo Galan

Sta lentamente scomparendo la tradizionale struttura famigliare alla quale eravamo abituati. Anche nel Veneto come riscontrato nell'intero Nord Est, il nucleo familiare spesso si ritrova ricomposto solo per una breve fascia giornaliera o addirittura nel fine settimana. I sempre più intensi impegni lavorativi di uno o entrambi i genitori non permettono ai singoli componenti, figli in primis, di ritrovarsi tutti insieme e di ricreare quell'ambiente familiare in cui disponibilità, attenzione, rispetto, dialogo reciproco sono la base per creare il "benessere familiare".
Comincia però a crearsi sul territorio un "movimento" che attribuisce dignità anche al bambino e di riflesso anche alla famiglia. Strutture a misura di bambino o comunque che offrono servizi per i bambini cominciano ad emergere come categoria propria.
È la filosofia del benessere familiare inteso come capacità di coesione e di supporto reciproco. È la familiarità che si esprime nella collaborazione. Spesso le quattro mura domestiche diventano il simbolo dell'incomunicabilità, mai tanto vicini eppure così lontani, ognuno occupato nel poco tempo che gli rimane a disposizione a coltivare i propri interessi.
Apparentemente la stessa società offre modelli in cui è difficile trovare spazi da dedicare alla famiglia. Spesso in molte strutture ricettive manca totalmente l'approccio alla diversità, dove diversità in questa caso fa riferimento al soggetto bambino inteso proprio come soggetto con pari dignità rispetto ai suoi interlocutori adulti, con esigenze particolari.
In questi ultimi anni la ristorazione si è attrezzata per fornire, alle famiglie con bambini, servizi che contemplino l'uso di materiali adatti all'infanzia: stoviglie e posate baby, sedie e tavoli per bambini, menu studiati ad hoc, sale riservate, aree giochi. In pratica si vuole, da un lato, ricreare l'ambiente domestico pur essendo fuori casa, e, dall'altro, incentivare un uso del tempo libero che permetta alle famiglie di ritrovare il senso dell'unità e dell' appartenenza alla comunità.
Il progetto della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) "Veneto in Famiglia. Ristoranti a misura di bambino", nasce dall'idea di utilizzare queste strutture come luoghi privilegiati di aggregazione sociale in grado di coinvolgere anche la famiglia, facendole così "vivere" una realtà in cui i ragazzi si sentono protagonisti.
È in definitiva un'occasione alternativa, rispetto a quella prettamente formativa della famiglia, per partecipare alla costruzione del ruolo sociale delle nuove generazioni che crescono.

Il Presidente della FIPE Veneto
Giuseppe Colucci

 
 
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