Venerdì, 01 Marzo 2019 07:19

Detersivi al bar: una disattenzione può costare molto caro

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Nel giro di pochi giorni sono ben 2 i casi di avvelenamento dovuto somministrazione di detersivi conservati in modo inidoneo e senza rispettare le norme del piano di autocontrollo: il 19 gennaio, a Lecce un 28enne è stato colto da un malore dopo aver bevuto un bicchiere di brillantante servitogli dal dipendente di un bar che lo aveva scambiato per acqua minerale, dal momento che il proprietario, secondo le ricostruzioni dei NAS, aveva l'abitudine di conservare il prodotto in una comune bottiglietta di plastica.

Il giovane ha riportato ustioni all'esofago ed è stato sottoposto all'asportazione dello stomaco mentre per il locale è stata attuata una sospensione a tempo indeterminato e i baristi indagati per lesioni.

A fine gennaio, a Barberino Val d'Elsa un 34enne è stato elitrasportato all'ospedale di Carreggi e ricoverato in terapia intensiva: aveva ingerito un bicchiere di detersivo che gli era stato servito al bar scambiandolo per cedrata.

Episodi tanto più gravi quanto evitabili seguendo le norme di legge (oltre che il buon senso); APPE coglie dunque l'occasione per invitare gli esercenti a monitorare costantemente l'operato dei propri dipendenti, tenere sempre aggiornato il piano di autocontrollo e di attenersi strettamente alle buone prassi di comportamento indicate dai consulenti dell'Associazione durante gli eventi formativi sulla sicurezza alimentare.

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