Venerdì, 27 Aprile 2018 10:42

Attenzione ai sistemi di videosorveglianza

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Si ricorda che, in base a quanto previsto dall'articolo 4 dello Statuto del Lavoratori (e successive modifiche apportate dal Jobs Act), vige il divieto per il datore di lavoro di installazione e di utilizzo di impianti audiovisivi o di altri apparecchi che abbiano la finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.

Qualora l'esigenza di installare un sistema di videosorveglianza sia legata a motivi di sicurezza è preventivamente necessario:
• avere ottenuto l'autorizzazione del competente Ispettorato Territoriale del Lavoro o l'accordo sindacale (in presenza di RSU o RSA);
• avere dato adeguata informativa ai lavoratori sulle modalità d'uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli (nel rispetto della normativa privacy).

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro con la recente circolare n. 5 del 19 febbraio 2018 ha fornito nuove indicazioni operative in materia, intervenendo su alcuni aspetti legati agli strumenti di controllo che l'azienda può attivare.

In primo luogo, al fine del rilascio della suddetta autorizzazione, assumono sempre più importanza le specifiche finalità (o interessi) aziendali per le quali viene chiesta (ad esempio ragioni organizzative e produttive, di sicurezza sul lavoro, di tutela del patrimonio aziendale), mentre vengono ridotte alcune limitazioni di carattere tecnico (ad esempio assume meno importanza il posizionamento predeterminato delle telecamere e l'esatto numero), anche se si precisa che l'eventuale ripresa dei lavoratori debba avvenire solo in via incidentale e con carattere di occasionalità.

L'attività di controllo aziendale è pertanto legittima se funzionale alla tutela dell'interesse dichiarato nell'istanza, che non può essere modificato nel tempo: eventuali accertamenti ispettivi successivi al rilascio dell'autorizzazione dell'Ispettorato dovranno verificare che le modalità di utilizzo degli strumenti di controllo siano conformi e coerenti con le finalità a suo tempo dichiarate nell'istanza.

Inoltre, viene ora specificato che l'accesso alle immagini registrate deve essere tracciato attraverso un "log di accesso" verificabile per un congruo periodo, non inferiore ai 6 mesi.

È infine chiarito che i luoghi soggetti ad autorizzazione sono anche quelli esterni dove venga svolta attività lavorativa in modo saltuario o occasionale (ad es. zone di carico e scarico merci), mentre sono escluse quelle zone esterne estranee alle pertinenze della ditta (ad es. il suolo pubblico, anche se antistante all'ingresso dell'azienda) nelle quali non è prestata attività lavorativa.

Si ricorda che, in caso di accertamento da parte degli organi Ispettivi dell'avvenuta installazione e dell'utilizzo di sistemi di videosorveglianza senza la preventiva autorizzazione dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro, o senza accordo con le Organizzazioni Sindacali (se presenti internamente), potranno essere applicate rilevanti sanzioni amministrative e, in alcuni casi, anche penali.

La violazione non è neppure esclusa nel caso di telecamere installate, ma non ancora funzionanti o funzionanti in maniera non continuativa, oppure nel caso di telecamere "finte" montate a scopo esclusivamente dissuasivo.

Per gli associati intenzionati ad installare sistemi di videosorveglianza, è a disposizione l'Ufficio amministrazione del Personale APPE (049.7817233) per approfondimenti e chiarimenti riguardanti la normativa e per il disbrigo delle pratiche di autorizzazione.

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