Giovedì, 03 Agosto 2017 13:41

Sagre e feste varie: la Prefettura di Roma emana le linee-guida in tema di pubblica sicurezza

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I recenti accadimenti di Torino (piazza San Carlo) hanno portato al centro dell'attenzione degli "addetti ai lavori", in tema di pubblica sicurezza, gli aspetti collegati alle manifestazioni pubbliche, che vedono l'aggregazione di centinaia, se non migliaia, di persone.

Dopo due direttive emanate dal Capo della Polizia e dal Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, anche la Prefettura di Roma ha coordinato varie autorità per la pubblicazione di una serie di "linee-guida" utili alla valutazione, da parte degli organizzatori, del livello di rischio (alto, medio o basso) di una certa manifestazione, al fine di adottare le idonee misure preventive.

Nel citato documento si attesta come il ruolo iniziale è ricoperto dagli uffici del Comune che ricevono l'istanza di autorizzazione e devono definire le misure da adottare, eventualmente in collaborazione con le altre forze dell'ordine e con la competente Commissione di vigilanza.

La classificazione del grado di rischiosità di un evento è stabilita attraverso l'attribuzione di un valore numerico alle variabili legate all'evento stesso, con un punteggio che lo contraddistingue come "a basso rischio" (fino a 15 punti), "a rischio medio" (da 15 a 25 punti) o "a rischio alto" (oltre i 30 punti).

«Finalmente – dichiara Filippo Segato, Segretario dell'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) i Comuni hanno in mano uno strumento per valutare oggettivamente i livelli di rischio collegati alla miriade di eventi e intrattenimenti che si svolgono su tutto il territorio provinciale».

Il riferimento dell'APPE, neppure tanto velato, è alle sagre e feste varie che si svolgono, soprattutto nel periodo estivo, praticamente in tutti i Comuni della provincia di Padova.

«Ogni anno – conferma Segato – vengono realizzati in provincia di Padova almeno 400 eventi, con una durata media di oltre 7 giorni e un giro d'affari per milioni di euro: è giunto il momento di regolamentarne tutti gli aspetti, tra cui quello della sicurezza è al primo posto».

Secondo l'Associazione degli esercenti, gli organizzatori dovrebbero mettere in campo diverse azioni di prevenzione dei possibili rischi derivanti dalle caratteristiche stesse dell'evento.

«Dobbiamo tenere in considerazione – dichiara Segato – che questi eventi sono organizzati da non professionisti, si svolgono di sera, in luoghi spesse volte non adatti (campi sportivi, aree non delimitate), c'è difficoltà di controllo da parte delle forze dell'ordine, ci sono centinaia, se non migliaia, di partecipanti, con presenza di soggetti deboli (bambini, anziani) e utilizzo di strutture temporanee (palchi, capannoni)».

Per la "mitigazione del rischio", la Prefettura di Roma prevede determinati requisiti di accessibilità ai mezzi di soccorso, percorsi separati di accesso e deflusso del pubblico, definizione della capienza dell'area, la protezione antincendio, il piano di emergenza ed evacuazione, la presenza di operatori di sicurezza.

«Sono tutte prassi – conferma Segato – di buon senso, da adottare per garantire l'incolumità di chi vuole passare una serata in allegria e che consentono lo svolgimento di eventi sicuri e nel rispetto della legge».

L'APPE pone inoltre l'accento su altre normative che riguardano lo svolgimento delle sagre. «Oltre agli aspetti della sicurezza – conclude Segato – ci sono altri obblighi da rispettare: quelli amministrativi, previdenziali, fiscali e igienico-sanitari, per citare soltanto i principali. Solo così avremo delle sagre sicure per il consumatore, organizzate nel rispetto della legge e nello spirito di valorizzazione delle tradizioni e non della concorrenza sleale a danno dei pubblici esercizi».

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