Venerdì, 14 Luglio 2017 06:35

I "salutisti" alla conquista dei bar padovani: sempre più centrifughe e meno superalcolici

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L'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova ha reso noti i risultati di un recente sondaggio condotto tra un campione di esercenti di Padova e provincia, riguardante l'andamento delle vendite delle bevande "classiche" dei bar.

«Pur non avendo – dichiara il Segretario APPE, Filippo Segato – carattere scientifico, il sondaggio ci fornisce delle informazioni molto interessanti sull'andamento del settore e, in particolare, della domanda dei consumatori, nei primi sei mesi del 2017».

Si scopre così che "tengono" i grandi classici, come caffè e birre "a marchio", mentre c'è un vero e proprio "boom" delle birre artigianali, in gran parte a discapito delle bibite e del vino.

«Proprio così: – conferma Segato – i numeri parlano chiaro: il 100% degli esercenti intervistati ha affermato che le birre artigianali stanno avendo una "crescita moderata" (per il 29%) o una "crescita netta" (per il 71%), mentre le bibite sono stabili (per il 46%) o in calo (per il 36%)».

Ottimi risultati anche dal comparto "salutistico", con spremute, estratti e centrifughe di frutta e verdura sempre più richiesti, oltre che i prodotti di caffetteria "speciali", come il caffè al ginseng, cappuccini con latte vegetale e similari.

«È la conferma – dichiara il Segretario dei pubblici esercizi – che il consumatore richiede prodotti freschi, di qualità, realizzati al momento sotto i suoi occhi con ingredienti naturali ed è disposto a spendere anche qualcosa in più».

Il vino, invece, sembra vivere un momento altalenante, con il 29% degli esercenti intervistati che dichiara un "leggero calo" nelle vendite.

«Parte della domanda di vino – spiega Segato – potrebbe essere stata intercettata dalle birre artigianali, ma è indubbio che anche gli esercenti devono fare la loro parte nel riuscire a proporlo in modo accattivante, magari organizzando serate di degustazione in collaborazione con gli ottimi produttori che abbiamo nei Colli Euganei».

Tra le bevande alcoliche, cresce bene il classico spritz (+43%), mentre "segnano il passo" i superalcolici, con un 36% di calo e, in particolare, un 15% di "calo netto".

«Sicuramente– dichiara il Segretario – incide il timore di superare i limiti di tasso alcolico nel sangue, che ha depresso il consumo di tal genere di bevande, ormai ridotto ai minimi termini».

In generale, quali indicazioni si possono trarre dai risultati dell'indagine?

«Occorre – risponde Segato – che i baristi si adeguino, come in molti casi stanno già facendo, alle nuove richieste della clientela, proponendo prodotti scelti, di qualità, freschi, artigianali, facendone comprendere il valore e proponendoli al giusto prezzo, con un occhio di riguardo all'evoluzione sempre più "salutista" dei consumi».

Proprio per questo, l'Associazione sta già "mettendo in cantiere" dei corsi di formazione specifici per il settore bar, in modo da aiutare gli esercenti nell'intercettare i nuovi stili di consumo.

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