Venerdì, 07 Luglio 2017 07:59

Dal 10 luglio arrivano i nuovi "voucher", ma con molti limiti (e qualche dubbio)

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Tra le novità introdotte dalla cosiddetta "manovrina" (legge n. 96/2017), la principale sicuramente è il ritorno del contratto di prestazione occasionale, comunemente noto come "voucher" e che adesso si chiama "PrestO" (sigla che sta appunto per PRESTazione Occasionale).

Con Circolare del 5 luglio, l'INPS ha fornito alcuni primi chiarimenti in merito alle modalità operative che le aziende dovranno seguire per attivare questo contratto di lavoro.

"PrestO" sarà operativo a partire dal 10 luglio 2017 sulla piattaforma telematica dell'INPS, dove le aziende e i lavoratori dovranno registrarsi: non è più possibile, infatti, acquistare i "buoni lavoro" in tabaccheria.

Per tutti i soggetti "non famiglie" il compenso minimo orario da corrispondere al lavoratore è di 9 euro, ma, per ogni prestazione, si dovranno pagare almeno 36 euro, cioè il corrispettivo pari a 4 ore di lavoro, anche se quelle effettivamente lavorate saranno meno.

Ai 9 euro vanno aggiunti il 33% di contribuzione INPS (pari 2,97 euro) e il 3,5% di "premio" INAIL (pari a 0,32 euro). Si somma infine l'1% per costi di gestione, arrivando così a un totale lordo di 12,41 euro di costo orario a carico dei datori di lavoro.

In base alle nuove regole, ogni lavoratore non potrà incassare più di 5.000 euro all'anno, con un limite di 2.500 euro e 280 ore per singola impresa. Ogni impresa, inoltre, sommando tutto il personale coinvolto, non potrà erogare più di 5.000 euro di compensi annui.

Nel caso in cui i lavoratori siano pensionati, studenti under 25, disoccupati o beneficiari di "reddito di inclusione", gli importi che il datore di lavoro spende sono conteggiati al 75% del loro valore (quindi, ad esempio, se un ristoratore retribuisce un pensionato con un "voucher" di 1.000 euro, tale spesa viene conteggiata, ai fini del totale annuo aziendale, come fossero 750 euro).

Per attivare la procedura, l'impresa deve effettuare un versamento preventivo all'INPS (a mezzo F24, con addebito in conto corrente o su carta di credito/debito) pari agli importi da utilizzare per retribuire il lavoro che sarà svolto. Le somme diventano, di norma, utilizzabili entro 7 giorni dal versamento.

Almeno 60 minuti prima di ogni prestazione, l'utilizzatore (l'impresa) deve comunicare tramite piattaforma INPS:

  • Dati del lavoratore
  • Luogo e ora di inizio e fine della prestazione lavorativa
  • Settore di impiego
  • Compenso pattuito.

Entro le ore 24 del terzo giorno successivo alla prestazione lavorativa, l'impresa può revocare o confermare l'effettivo svolgimento della stessa. In ogni caso, il lavoratore viene informato, attraverso SMS o email, sia della "comunicazione preventiva", che dell'eventuale revoca o conferma della prestazione. Lo stesso lavoratore può, a sua volta, dichiarare se la prestazione sia effettivamente avvenuta o meno. Decorso il termine (le ore 24 del terzo giorno) senza che siano intervenute comunicazioni, la prestazione si intende effettuata.

Il compenso al lavoratore verrà pagato dall'INPS entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione, tramite accredito sul conto corrente bancario.

Possono far ricorso al contratto di prestazione occasionale le imprese, i professionisti, i lavoratori autonomi, associazioni ed altri enti di natura privata, purché abbiano alle proprie dipendenze al massimo 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

Nel computo vanno compresi i lavoratori con qualunque qualifica, considerando inoltre che:

  • sembrerebbero da conteggiare anche gli apprendisti assunti a tempo indeterminato (Confcommercio ha già chiesto chiarimenti in merito);
  • i lavoratori part-time vanno conteggiati in proporzione all'orario svolto;
  • i lavoratori intermittenti ("a chiamata") sono conteggiati in base alle ore effettivamente svolte.

Il periodo di riferimento per il calcolo della forza aziendale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato è il semestre che va dall'ottavo al terzo mese antecedente la data dello svolgimento della prestazione lavorativa occasionale. Ad esempio, se la prestazione verrà resa il giorno 23 luglio 2017, dovrà essere effettuato il computo della media occupazionale dei lavoratori a tempo indeterminato per i mesi da novembre 2016 (ottavo mese precedente) ad aprile 2017 (terzo mese precedente).

Controlli e sanzioni

L'INPS porrà in essere controlli automatici sulla base della frequenza delle revoche delle comunicazioni di prestazioni inserite sul portale.

Attivare e poi revocare una prestazione di lavoro, qualora sia accertato che la prestazione è stata effettivamente svolta, determina l'applicazione delle medesime sanzioni del "lavoro nero".

Nel caso invece vengano superati i limiti di orario (280 ore/anno) o di retribuzione (2.500 euro/anno) dei singoli lavoratori, i contratti di prestazione occasionale si trasformano in contratti di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

In caso di mancata comunicazione preventiva della prestazione lavorativa si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione.

L'ufficio paghe dell'APPE (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 0497817233) è a disposizione degli associati per fornire maggiori informazioni sull'argomento.

Scarica la Circolare INPS n. 107 del 5 luglio 2017

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