Lunedì, 19 Giugno 2017 09:55

Guardia di Finanza, controlli "mirati" sugli scontrini

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Con una recente circolare, la Guardia di Finanza ha aggiornato le linee di indirizzo in materia di controlli sul corretto rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale.

La nota del Comando generale dedica ampio spazio al "ruolo del cliente", dal quale la pattuglia delle "Fiamme Gialle" può acquisire informazioni sul bene o sulla prestazione ricevuti. In pratica, i finanzieri sono invitati a porre la massima attenzione alla fase di "selezione" dei clienti, evitando di fermare i minorenni, gli anziani, persone affette da infermità mentali o fisiche e, più in generale, coloro che manifestino evidenti disagi di "altra natura".

Occorre poi ricordare che nei confronti dei clienti non c'è alcuna sanzione per il mancato possesso dello scontrino fiscale (abrogata dal 2 ottobre 2003).

Per quanto riguarda le attività da controllare, gli interventi dovranno concentrarsi soprattutto nei confronti di imprese che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi a più elevato valore economico, o che hanno orari di apertura al pubblico serali o notturni (come ad esempio, bar, ristoranti, discoteche).

I reparti, inoltre, non dovranno reiterare gli interventi nei confronti di un ristretto numero di soggetti, soprattutto se di minori dimensioni, ovvero che "effettuano numerose transazioni di modico importo".

Nella pianificazione dei controlli, infine, particolare attenzione dovrà essere posta alle aree territoriali dove sono maggiormente presenti venditori abusivi, anche al fine di tutelare gli imprenditori onesti e rispettosi delle regole, contro le più gravi forme di consistente evasione fiscale, che minano il corretto funzionamento delle regole del mercato e della concorrenza.

«Accogliamo con favore – commenta l'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi – le indicazioni del Comando Generale delle "Fiamme Gialle", che vanno nella direzione della repressione dei fenomeni di abusivismo, che generano concorrenza sleale nei confronti delle regolari attività imprenditoriali. Apprezziamo anche – prosegue l'APPE – le previste misure atte ad evitare sentimenti di "accanimento" che gli esercenti possono aver vissuto in passato».

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