Venerdì, 24 Giugno 2016 12:50

Nei ristoranti SMART non si invecchia: lo dice il nostro DNA!

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Alimentazione ed invecchiamento è stato un tema centrale al “Galileo Festival dell’innovazione” organizzato recentemente dall’Università degli Studi di Padova.

L’invecchiamento della popolazione è uno dei fenomeni più significativi  del 21esimo  secolo  che  ha  conseguenze  importanti  e  di  ampia  portata  per  tutti  i settori  della  società. L’invecchiamento è un problema di Salute Pubblica e in Medicina del Lavoro. L’invecchiamento, infatti, si associa all’insorgenza di malattie croniche soprattutto cardiopatie, ictus, cancro, diabete, malattie respiratorie croniche, oltre a difetti della vista e dell’udito, malattie mentali, disturbi muscolo-scheletrici e gastrointestinali e si stima che nei prossimi 20 anni si avrà un incremento della prevalenza di queste nei soggetti di età superiore ai 45 anni, con un impatto negativo sulla “occupabilità” dei lavoratori “più anziani”. In Italia, il 37,5 % degli individui tra i 45 e 54 anni ed il 55% di quelli tra i 55 e i 59 anni, soffre di almeno una malattia cronica.  I sistemi sanitari dei Paesi sviluppati, Italia compresa, visto che siamo il paese dove si vive più a lungo insieme al Giappone, stanno per affrontare un’emergenza di vastissime proporzioni, ovvero l’invecchiamento della società, associato ad un progressivo decadimento della qualità della vita, che sta raggiungendo dimensioni quasi insostenibili.  

Quindi risulta imperativo mettere in atto una serie di iniziative, ciascuno nel proprio ambito, non tanto per prevenire (ahimè questo è ineluttabile) ma per contrastare l’invecchiamento.

Nell’ambito Alimentazione al Galileo Festival dell’Università degli Studi di Padova il messaggio è stato chiaro: si deve mangiare bene per invecchiare meglio. Ma come fare?

Gli spunti sicuramente più innovativi e sicuramente più concreti sono stati la presentazione di una lista di alcuni SUPER CIBI. Non più cibi vegani quindi, ma la nuova tendenza, con firma IEO (Istituto europeo di oncologia) di Milano, guidato da Pier Giuseppe Pelicci e Lucilla Titta, è quella di inserire cibi “Smart”, cioè brillanti e intelligenti, nella nostra dieta giornaliera per vivere più a lungo ed invecchiare in salute.

Con questa nuova dieta non Slow, come da “vecchie” reminiscenze, ma Smart potremmo effettivamente dire che “a tavola non si invecchia”.

Dietro a questa lista di super alimenti si nasconde il lavoro di centinaia di ricercatori di tutto il mondo che hanno dedicato il loro tempo a sperimentare in laboratorio, come alcuni gruppi chimici giungano nel nostro piatto e come queste molecole riescano a smontare i meccanismi fatali del nostro invecchiamento. Niente “guru” a tavola, ma scienziati.

Si tratta quindi di una dieta scientifica. Nel senso che le sue fondamenta sono le evidenze, in questo momento disponibili dagli ultimi studi, che provano che meno calorie si assumono (caloric restriction) più si vive a lungo (il digiuno allunga la vita) e meglio si vive, allontanando le malattie della terza età.  

Ecco quindi la dieta SMART FOOD a base di 30 alimenti comuni, dei quali, grazie alla ricerca scientifica, possiamo dire che sono speciali. Sono speciali perché entrano in relazione con il nostro patrimonio genetico (i nostri geni) e riescono a mimare il digiuno. Con certi cibi mangiamo ma è come se non mangiassimo! Tra questi le antocianine che donano il colore rosso blu alle arance rosse, ai frutti di bosco, al cavolo cappuccio rosso, alle ciliegie, alle melanzane, al radicchio ovviamente rosso e magari a Km 0 (Treviso, Chioggia); la quercetina presente negli asparagi, capperi, cipolla, lattuga e nel cioccolato fondente. Come dire, sciogliamo un quadratino di cioccolato fondente in bocca assaporando una fragola e spostiamo in là il nostro declino e, perché no, anche la nostra fine. Tra le altre sostanze amiche nella Dieta Smart vi sono: la capsaicina (nella paprika piccante e nel peperoncino), curcumina (nella curcuma), epigallocatechingallato (nel té verde e nero). E poi fisetina (che si trova nei cachi, nelle fragole e nelle mele) e infine resveratrolo (nell’uva). Dieci invece i cibi considerati “protettivi”. Possiedono sostanze che ci difendono dai malanni. Sono aglio, cereali integrali, erbe aromatiche, frutta fresca, frutta a guscio, legumi, olio extravergine d’oliva, olio di semi spremuti a freddo, semi oleosi e verdura.

In Italia è nato il movimento internazionale dello Slow Food, del gustare pietanze locali, a chilometro zero, legate alla tradizione. Prelibate per chi le mangia, care a chi le produce e rispettose dell’ambiente.

Possiamo magari pensare di creare a Padova ristoranti, pizzerie, bar con etichetta “Smart”, intelligenti appunto, con un menù a base dei 30 SUPER CIBI dove, senza trascurare piacere e convivialità, saremo sicuri che più li frequenteremo e più vivremo a lungo, oltre che a vivere anche meglio!

 

Sofia Pavanello

Professore Associato in Medicina del Lavoro presso l’Università degli Studi di Padova

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