Lunedì, 20 Giugno 2016 06:17

Buoni pasto: in arrivo il "POS fantasma"

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Alla “telenovela” dei buoni pasto, che vede gli esercenti sempre più penalizzati, si aggiunge una nuova puntata.

Sono infatti giunte all’APPE (Associazione Provinciale Pubblici Esercizi) diverse segnalazioni da parte di esercenti attività di bar, ubicati soprattutto (ma non solo) nel Comune di Padova, riguardanti strani episodi di richiesta di installazione di dispositivi POS. «Nel corso di questi giorni – conferma il Segretario dell’APPE Filippo Segato – si stanno recando presso i pubblici esercizi alcuni tecnici che vogliono installare un POS per la lettura dei buoni pasto elettronici».

Fin qui, chiariscono all’Associazione, non ci sarebbe nulla di male. Il fatto grave è che tali tecnici non si qualificano, non specificano per quale società emettitrice lavorano o, peggio, dichiarano di lavorare per conto di una società che, invece, nega di aver affidato alcun incarico. «Tanto è vero – specifica Segato – che questa società emettitrice, una delle più serie del mercato, ha inviato una comunicazione agli esercenti, invitandoli a verificare le generalità di questi fantomatici tecnici».

Diversi baristi, nel dubbio, hanno evitato di installare il dispositivo, ma in tanti casi, magari perché ingannati da queste persone o presi alla sprovvista, hanno acconsentito all’installazione. «Adesso – dichiara il Segretario APPE – si ritrovano con un dispositivo POS regolarmente funzionante, ma senza sapere a cosa è collegato e, soprattutto, senza aver firmato alcun contratto».

L’invito dell’Associazione degli esercenti è quello di spegnere il dispositivo, ad evitare magari amare sorprese in bolletta telefonica, nell’attesa che qualcuno si faccia vivo per “rivendicare” i servizi o la proprietà dell’apparecchio. «Per la verità – conclude Segato – sospettiamo che dietro questi comportamenti al limite del fraudolento ci sia una ditta emettitrice già nota ai baristi per condotte poco corrette: faremo le opportune indagini e agiremo di conseguenza».

Alla “telenovela” dei buoni pasto, che vede gli esercenti sempre più penalizzati, si aggiunge una nuova puntata.

Sono infatti giunte all’APPE (Associazione Provinciale Pubblici Esercizi) diverse segnalazioni da parte di esercenti attività di bar, ubicati soprattutto (ma non solo) nel Comune di Padova, riguardanti strani episodi di richiesta di installazione di dispositivi POS.

«Nel corso di questi giorni – conferma il Segretario dell’APPE Filippo Segato – si stanno recando presso i pubblici esercizi alcuni tecnici che vogliono installare un POS per la lettura dei buoni pasto elettronici».

Fin qui, chiariscono all’Associazione, non ci sarebbe nulla di male. Il fatto grave è che tali tecnici non si qualificano, non specificano per quale società emettitrice lavorano o, peggio, dichiarano di lavorare per conto di una società che, invece, nega di aver affidato alcun incarico.

«Tanto è vero – specifica Segato – che questa società emettitrice, una delle più serie del mercato, ha inviato una comunicazione agli esercenti, invitandoli a verificare le generalità di questi fantomatici tecnici».

Diversi baristi, nel dubbio, hanno evitato di installare il dispositivo, ma in tanti casi, magari perché ingannati da queste persone o presi alla sprovvista, hanno acconsentito all’installazione.

«Adesso – dichiara il Segretario APPE – si ritrovano con un dispositivo POS regolarmente funzionante, ma senza sapere a cosa è collegato e, soprattutto, senza aver firmato alcun contratto».

L’invito dell’Associazione degli esercenti è quello di spegnere il dispositivo, ad evitare magari amare sorprese in bolletta telefonica, nell’attesa che qualcuno si faccia vivo per “rivendicare” i servizi o la proprietà dell’apparecchio.

«Per la verità – conclude Segato – sospettiamo che dietro questi comportamenti al limite del fraudolento ci sia una ditta emettitrice già nota ai baristi per condotte poco corrette: faremo le opportune indagini e agiremo di conseguenza».

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