Venerdì, 11 Dicembre 2015 15:11

Asporto rifiuti in Centro Storico a Padova: bar e ristoranti chiedono un cassonetto "privato"

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Il nuovo orario di conferimento proposto dal Comune stride con gli aspetti igienico-sanitari

«La proposta del Comune cozza con le normative sanitarie (Regolamento CE 852/2004): servono dei correttivi». Sono le parole del Segretario dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova, Filippo Segato, che commenta la proposta di modifica dell’orario di esposizione e conferimento dei rifiuti per gli esercizi ubicati in centro storico, avanzata da Comune e Acegas.

L’orario di raccolta dei sacchetti di rifiuti passerebbe dal mattino (come avviene attualmente), alla sera, sia per il rifiuto umido, che per la plastica, la carta e il “non differenziabile”.

Durante due incontri avuti con l’Assessorato comunale all’ambiente e con i rappresentanti di Acegas, l’APPE ha manifestato i disagi e le difficoltà che le variazioni proposte potrebbero comportare nella gestione dei rifiuti da parte dei titolari di bar e ristoranti.

«Gli esercenti – dichiara Segato – apprezzano lo sforzo dell’amministrazione comunale, volto a equilibrare le esigenze delle imprese e dei residenti, nell’ottica di avere una Città pulita, senza sacchetti e bidoni esposti ai vandali e alle intemperie. Resta tuttavia il fatto – prosegue il Segretario – che le modifiche proposte possono portare delle difficoltà, in particolare per la necessità di esporre i sacchetti dell’umido in orario serale, proprio quando il servizio è appena iniziato».

Secondo l’APPE, il problema è che i rifiuti (e in particolare l’umido) prodotti all’interno dei locali dopo l’orario di esposizione (quindi dopo le ore 20 per i bar e dopo le 23 per i ristoranti) dovrebbero essere “conservati” all’interno dell’esercizio fino al giorno seguente (per ben due giorni nel fine settimana) con tutte le conseguenze pratiche e igienico-sanitarie facilmente immaginabili (soprattutto nel periodo estivo).

«Ricordiamo – dichiara Segato – che all’interno dei laboratori di bar e ristoranti le temperature spesso raggiungono e superano facilmente i 30 gradi centigradi, favorendo la crescita microbica e il diffondersi di odori fastidiosi».

«Occorre inoltre tenere presente – continua il Segretario – che, soprattutto in centro storico, i locali dove sono ubicati i pubblici esercizi sono spesso di piccole dimensioni, dove non ci sono spazi adeguati per conservare i rifiuti per tante ore: nel fine settimana, ad esempio, secondo la programmazione proposta, il rifiuto umido dovrebbe rimanere all’interno dell’esercizio dalle ore 23 del sabato fino alle ore 22 del lunedì».

L’Associazione degli esercenti chiede al Comune di collocare un bidone per il deposito dei rifiuti umidi in una zona accessibile da parte degli esercenti pubblici esercizi del centro storico, dotandolo di apposita serratura (con chiave o smart card) che ne consenta l’utilizzo esclusivamente alle persone autorizzate.

«In questo modo – conferma Segato – gli esercenti potrebbero depositare i rifiuti in qualunque momento della giornata, lasciando così i locali e laboratori sgomberi da sostanze potenzialmente pericolose per la salute pubblica».

Il bidone dovrebbe essere di dimensioni, forma e colori tali da non contrastare con l’arredo urbano e l’immagine della Città.

«Pensiamo – conclude Segato – che la nostra sia una proposta ragionevole, di attuazione tutto sommato semplice e poco impegnativa anche dal punto di vista economico, soprattutto se teniamo in considerazione che i pubblici esercizi sono tra le attività che pagano di più per il servizio di asporto rifiuti, fino a 20 euro al metro quadro».

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