Martedì, 12 Maggio 2015 16:59

"Jobs Act" e contratto di lavoro "a tutele crescenti": tutte le novità per le imprese con meno di 15 dipendenti

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"JOBS ACT" E CONTRATTO DI LAVORO "A TUTELE CRESCENTI": TUTTE LE NOVITÀ PER LE IMPRESE CON MENO DI 15 DIPENDENTI

L'argomento sarà al centro del seminario gratuito del 26 maggio

Il Decreto Legislativo n. 23/2015 cambia in maniera sostanziale la normativa in materia di licenziamenti per i lavoratori assunti a tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015, anche se a seguito di conversione da contratto a termine e apprendistato.

Si ritiene utile riportare in sintesi le principali novità riguardo alla disciplina dei licenziamenti per le imprese che hanno meno di 15 dipendenti (la maggior parte delle imprese di pubblico esercizio).

Licenziamento discriminatorio nullo o intimato in forma orale

Per il licenziamento discriminatorio (esempio per discriminazione politica, religiosa, razziale, ecc.), il licenziamento intimato in forma orale o per gli altri casi di nullità previsti dalla legge (esempio gravidanza, matrimonio), rimane la reintegrazione nel posto di lavoro, oltre al pagamento del risarcimento dei danni. In alternativa al reintegro il lavoratore può chiedere 15 mensilità.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo, soggettivo o per giusta causa

Per i nuovi assunti dal 7 marzo, nel caso in cui manchi il giustificato motivo oggettivo, soggettivo o la giusta causa, il giudice condannerà l'azienda al pagamento di un'indennità, non assoggettata a contributi, pari a 1 mensilità della retribuzione per ogni anno di servizio, comunque non inferiore a 2 e non superiore a 6 mensilità.

Licenziamento disciplinare

Nei licenziamenti disciplinari per mancanze del lavoratore (giustificato motivo soggettivo e giusta causa), il giudice potrà condannare l'azienda alla reintegrazione solo quando sia dimostrata in giudizio la manifesta insussistenza del fatto materiale contestato dal lavoratore.

Offerta conciliativa

In caso di licenziamento, il datore di lavoro può formulare un'offerta conciliativa al lavoratore licenziato. L'offerta dovrà essere proposta in "sede protetta" (presso la Direzione Territoriale del Lavoro), mediante consegna di assegno circolare di importo pari a 0,5 mensilità di retribuzione per ogni anno di servizio e comunque non inferiore a 1 e non superiore a 6 mensilità. L'accettazione dell'assegno da parte del lavoratore determina l'estinzione del rapporto dalla data del licenziamento e rinuncia all'impugnazione.

Revoca

Il licenziamento può essere revocato entro 15 giorni dal ricevimento dell'impugnazione da parte del lavoratore: in tal caso il rapporto di lavoro viene ripristinato e il lavoratore avrà diritto alla retribuzione per il periodo precedente alla revoca del licenziamento.

Questi e altri argomenti sul mondo del lavoro (decontribuzione triennale per i neo-assunti, TFR in busta paga, ecc.) saranno al centro del seminario specifico sul lavoro che si terrà martedì 26 maggio alle ore 15.30 presso la sede dell'APPE di Padova, via Savelli 28.

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