Venerdì, 20 Marzo 2015 16:30

Allergeni ed etichettatura: il punto della situazione

Vota questo articolo
(1 Vota)

 

Occorre distinguere tra "somministrazione" e "vendita". In attesa dei decreti attuativi non vi sono sanzioni per la mancata indicazione degli allergeni

Dopo la nota del Ministero della Salute del 6 febbraio scorso, con la quale venivano fornite le prime indicazioni operative in relazione all’obbligo di indicare la presenza di allergeni negli alimenti venduti o somministrati (vedasi Qui Appe n. 3 del 27 febbraio 2015), anche il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha emanato una circolare di chiarimenti in merito alle sanzioni applicabili per violazioni del Regolamento UE n. 1169/2011 (appunto il Regolamento che ha introdotto l’obbligo di indicare la presenza di allergeni).

In particolare, nella Circolare del 6 marzo scorso il MISE si riferisce alle sanzioni già previste dal Decreto Legislativo n. 109/1992 e, quindi, riferite all’etichettatura degli alimenti venduti (non quelli somministrati).

In attesa di ulteriori decreti di regolamentazione dettagliata del settore, che dovrebbero essere emanati a breve, è decisamente utile fare il punto della situazione.

Somministrazione di prodotti alimentari (esempio: pizza servita al tavolo)

Non c’è alcun obbligo di indicare gli ingredienti dei prodotti. C’è, invece, obbligo di indicare la presenza di allergeni nei singoli prodotti, anche se, al momento, non vi sono ancora sanzioni per la mancata indicazione.

Vendita di prodotti alimentari (esempio: pizza venduta per asporto)

Vi è l’obbligo di indicare gli ingredienti, secondo le modalità previste dalla normativa (D. Lgs. 109/1992):

  • in etichetta, in caso di prodotti pre-confezionati (come ad esempio un panettone in scatola);
  • tramite un “registro degli ingredienti”, in caso di prodotti sfusi (come ad esempio i pasticcini confezionati al momento o la pizza per asporto inscatolata davanti al cliente o i tramezzini messi nel sacchetto da portar via).

Vi è anche l’obbligo di indicare gli allergeni, che vanno riportati nell’etichetta e/o nel registro degli ingredienti.

In caso di mancata o insufficiente indicazione degli ingredienti, le sanzioni sono già applicabili e vanno da 600 a 3.500 euro (art. 18, terzo comma, D. Lgs. 109/1992).

Non appena saranno emanati i decreti attuativi, che introdurranno anche le sanzioni relative all’obbligo di indicare gli allergeni, l’APPE terrà delle riunioni su tutto il territorio provinciale, per illustrare nel dettaglio la normativa e fornire le soluzioni pratiche che permettano agli esercenti di rispettarla senza dover affrontare costi inutili.

L’invito è, pertanto, quello di attendere i necessari aggiornamenti da parte dell’APPE, anche allo scopo di evitare che consulenti con pochi scrupoli approfittino della situazione per far spendere soldi inutilmente.

Per maggiori informazioni contattare la Segreteria APPE allo 049.7817222

Letto 2503 volte
Devi effettuare il login per inviare commenti
×
Newsletter APPE