Martedì, 03 Marzo 2015 07:54

Pubblici esercizi ingiustamente "macchiati"

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La "confusione" con i circoli privati crea un clima "avvelenato" nei confronti dei titolari di bar, disco-bar, discoteche

Qualcuno penserà che sia una questione di "lana caprina", ma per i titolari di pubblici esercizi è importante che l'opinione pubblica - informata da radio, tv e giornali - possa giudicare serenamente e obiettivamente ciò che entra nella sfera di loro interesse.

Per i "non addetti ai lavori" è difficile comprendere se il locale dove si è intenti a consumare uno snack, o a sorbirsi una bibita, o a ballare, sia un pubblico esercizio vero e proprio (sottoposto ad una miriade di controlli da parte di USL, NAS, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, ecc.) oppure un circolo privato: l'azione, in entrambi i casi, è la stessa.

Ma le differenze ci sono, e a tutto svantaggio dei pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie, pub, discoteche, ecc.), costretti a lottare ad armi ìmpari ed a subìre una selvaggia concorrenza sleale.

<<Lo stato di malessere e di insofferenza verso i circoli privati - dichiara Filippo Segato, segretario dell'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) - è generato dall'assenza di vincoli, in particolare amministrativi, fiscali e contributivi, che permettono a club e circoli di essere estremamente competitivi, creando pericolose distorsioni del mercato. Non si dimentichi, poi, che le oltre 2.500 finte discoteche presenti in Italia producono un fatturato annuo di almeno 1 miliardo di euro e che l'attività abusiva crea una perdita di getto erariale per la collettività non inferiore a 200 milioni di euro>>.

<<E quando succedono dei fatti criminosi in queste "imprese-ombra", come quello recentissimo della zuffa, con comparsa di coltelli, nel club privato "Fish Market" di Padova, succede che - prosegue sconsolato Segato - alcuni Organi di informazione attribuiscono, ovviamente in buona fede, la paternità di quanto accaduto al pubblico esercizio anziché al circolo>>.

<<L'invito e l'appello che la categoria intende lanciare - sottolinea Segato - è quello di una maggiore attenzione, sia da parte delle Autorità che divulgano le notizie, che dei giornalisti che le riportano, per non screditare - soprattutto agli occhi del lettore frettoloso o distratto - il comparto dei pubblici esercizi che, senza provvidenze statali, e senza gravare sulla collettività, crea benessere ed occupazione e non merita questa pubblicità negativa e fuorviante>>.

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