Venerdì, 19 Luglio 2019 10:41

Ghiaccio alimentare: attenzione al rischio di contaminazione

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Nel periodo estivo è particolarmente utilizzato da parte dei pubblici esercizi, per ovvie ragioni, il ghiaccio alimentare nella preparazione di cocktail, bevande, granite e altri prodotti. È importante ricordare che tale ghiaccio è da considerarsi un "alimento" a tutti gli effetti e, pertanto, va manipolato con le stesse attenzioni degli altri ingredienti alimentari.

Da una ricerca condotta da INGA (Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare), in collaborazione con l'assessorato alla Salute e le Aziende sanitarie della Regione Sicilia, è emerso che circa 1 locale su 4 produce e utilizza ghiaccio non conforme alle normative, risultando contaminato per una mancanza di attenzione igienica nella fase della produzione, della conservazione e della manipolazione.

Scarsa igiene, mancanza di sanificazione dei macchinari, manipolazione impropria: sono diverse e numerose le cause della contaminazione del ghiaccio. Il ghiaccio può essere contaminato da diverse specie di batteri e agenti chimici a causa dell'utilizzo di acqua non pura e/o di carenze igieniche in fase di stoccaggio, manipolazione e utilizzo, con conseguenze per i consumatori che vanno da piccoli disturbi che possono colpire un individuo sano, a effetti ben più gravi se a consumare ghiaccio contaminato sono bambini, persone anziane o malate.

Già nel 2015, INGA ha pubblicato il Manuale di corretta prassi igienica per la produzione di ghiaccio alimentare, approvato dal Ministero della Salute, vademecum tuttora unico nel suo genere in Europa dedicato all'approfondimento degli aspetti igienici e di sicurezza alimentare legati alla produzione industriale di ghiaccio confezionato e alla produzione per autoconsumo (nei locali e a casa) di ghiaccio alimentare.

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