Venerdì, 21 Giugno 2019 13:42

Dal 1° luglio 2019 cambiano le regole per i concertini nei bar, APPE: chiediamo una proroga ed una semplificazione!

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SIAE e LEA-Soundreef si accordano: aggravio per gli esercenti

Nuovi adempimenti e, di conseguenza, ulteriori aggravi burocratici per quegli esercenti che, per allietare i propri clienti, intendono organizzare intrattenimenti musicali dal vivo.

È stato siglato, infatti, un accordo tra SIAE e LEA-Soundreef (i due maggiori organismi di gestione collettiva dei diritti d'autore) che prevede, dal prossimo 1° luglio, nuove modalità per il rilascio delle "licenze" per la diffusione di musica di autori da loro amministrati.

LEA-Soundreef non è l'unico organismo di gestione collettiva dei diritti d'autore, alternativo alla SIAE, ma è il più noto, in quanto tutela i diritti di autori noti come Fedez, Rovazzi, Gigi D'Alessio ed altri.

Il settore dell'esecuzione in pubblico di opere musicali è stato suddiviso in due distinte aree:
- per i pubblici esercizi che diffondono musica d'ambiente e per i locali serali che organizzano intrattenimenti con musica registrata nessuna modifica sarà apportata alle procedure in essere e alle modalità di pagamento dei compensi;
- per i pubblici esercizi che organizzano concertini dal vivo, l'organizzatore dell'evento (di norma l'esercente) dovrà preventivamente accertarsi da chi (SIAE, LEA-Soundreef o entrambi) sono amministrati i brani musicali che gli artisti intendono eseguire e, nel caso in cui tra essi figurino opere in tutto o in parte gestite da LEA-Soundreef, deve chiedere la relativa "licenza", comunicarla a SIAE, compilare un apposito modello "C1" da inviare a LEA-Soundreef e provvedere al pagamento, sia a SIAE, che a LEA-Soundreef.

«Siamo di fronte – commenta amareggiato Filippo Segato, Segretario dell'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova – ad un accordo che rischia seriamente di azzerare l'organizzazione di musica dal vivo all'interno dei pubblici esercizi: bar, ristoranti, locali serali, discoteche e similari».

Ad avviso dell'Associazione degli esercenti, che in provincia di Padova rappresenta circa 1.500 dei 3.000 locali in attività, la nuova procedura è troppo macchinosa e, sostanzialmente, inapplicabile.

«È proprio così – conferma Segato – dato che pone a carico degli esercenti la verifica preliminare della presenza o meno di brani di artisti amministrati da LEA-Soundreef: verifica che l'esercente non è assolutamente in grado di fare. Occorre inoltre tenere presente che tante volte nel corso dell'intrattenimento sono i clienti stessi che richiedono l'esecuzione di determinati pezzi, per cui potrebbe accadere che vengano eseguiti brani per i quali non era stata acquisita la "licenza", esponendo gli esercenti a possibili pesanti sanzioni pecuniarie, fino a 100.000 euro, e penali».

«Auspichiamo – conclude Segato – che il termine del 1° luglio venga prorogato almeno di 6 mesi, in modo da permettere di trovare una soluzione che, da un lato, tuteli i diritti degli autori ed editori, ma, dall'altro, sia decisamente meno impattante per gli esercenti».

Intanto, APPE fa sapere che è allo studio un'intesa con un altro organismo di gestione dei diritti d'autore, la cui proposta potrebbe portare a interessanti risparmi economici agli esercenti.

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