Martedì, 18 Giugno 2019 14:15

Dopo il blitz dei NAS nei locali etnici, APPE sottolinea: la ristorazione non è un mestiere per tutti!

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PER LAVORARE NEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE SERVONO COMPETENZA, PROFESSIONALITA' E RISPETTO DELLE REGOLE

La notizia del recente sequestro per 128 tonnellate di prodotti ittici, carnei e vegetali e la denuncia di numerose irregolarità nei locali che servono cibi etnici da parte del NAS ha sicuramente scosso l'opinione pubblica ma non ha sorpreso del tutto gli addetti del settore.

«La ristorazione non è un mestiere per tutti – esordisce Erminio Alajmo, Presidente dell'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi di Padova – come dimostrano gli esiti dei controlli dei Carabinieri del NAS, che ringraziamo per il prezioso e puntuale lavoro che ha portato alla luce il poco edificante panorama fatto di cibi scaduti, scongelati e ricongelati in quasi la metà dei locali etnici ispezionati».

«È necessario – prosegue Alajmo – conoscere e rispettare le regole di igiene e sicurezza alimentare del nostro sistema che, come ha opportunamente sottolineato il ministro della Salute Giulia Grillo, è tra i più avanzati a livello mondiale. Servono organizzazione, competenza e professionalità, ma anche attrezzature adeguate ed una idonea preparazione».

«Per questo motivo – puntualizza il numero uno dell'APPE – abbiamo messo a disposizione degli esercenti un vademecum realizzato dalla nostra Federazione nazionale (FIPE) che li aiuti ad applicare le normative in tema di lavoro, salute e sicurezza ed igiene e sanità, con un roadshow di presentazione in tutte le città italiane, proprio con la collaborazione delle autorità competenti come NAS, ASL e Ispettorato del Lavoro: la prossima tappa sarà a Cittadella, presso la sala convegni di Villa Rina, il 26 giugno alle ore 15.30».

«Oggi, anche a causa di politiche che vanno a vantaggio di chi si vuole improvvisare nel settore – conclude Alajmo – si è diffusa l'idea che con un impegno relativo e attrezzature di base si possa avviare un'attività di ristorazione, ma non è assolutamente così! I risultati sono sotto gli occhi di tutti, e rappresentano un danno tanto per il mercato, quanto per i consumatori. Da un lato gli esercenti che operano nella legalità e con precisione, anche quelli che offrono cibo etnico, vengono penalizzati da notizie di questo tipo che mettono in cattiva luce il settore. Dall'altro i consumatori vedono minata la garanzia della sicurezza alimentare e perdono fiducia nell'intero sistema. Da questi principi - garanzia di concorrenza leale e garanzia di sicurezza per i consumatori - è nata l'idea del manifesto "Per non mangiarsi il futuro", firmato ormai da migliaia di lavoratori del settore, da grandi chef ad operatori più piccoli».

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