Giovedì, 16 Maggio 2019 13:03

Videosorveglianza: tutto quello che bisogna sapere

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Serve l'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro oppure un accordo sindacale. Attenzione alle telecamere "finte" nonché alle modifiche sia degli assetti proprietari, sia delle modalità di funzionamento degli impianti

Si ricorda che, in base a quanto previsto dall'articolo 4 della Legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) e successive modifiche apportate dal Jobs Act, vige il divieto per il datore di lavoro di installazione e di utilizzo di impianti audiovisivi o di altri apparecchi che abbiano la finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.

Qualora l'esigenza di installare un sistema di videosorveglianza sia legata a ragioni organizzative e produttive, di sicurezza sul lavoro, di tutela del patrimonio aziendale, è preventivamente necessario:
• avere ottenuto l'autorizzazione del competente Ispettorato Territoriale del Lavoro o l'accordo sindacale;
• aver dato adeguata informativa ai lavoratori sulle modalità d'uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli (nel rispetto della normativa privacy).

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro con la circolare n. 5/2018 ha fornito indicazioni operative in materia, intervenendo su alcuni aspetti legati agli strumenti di controllo che l'azienda può attivare.

L'attività di controllo aziendale è legittima se funzionale alla tutela dell'interesse dichiarato nell'istanza, che non può essere modificato nel tempo.

L'accesso alle immagini registrate deve essere tracciato attraverso un "log di accesso" verificabile per un congruo periodo, non inferiore ai 6 mesi.

L'installazione di impianti di videosorveglianza, in difetto dell'autorizzazione dell'Ispettorato o degli accordi con le Organizzazioni Sindacali, espone a pesanti sanzioni amministrative e, in alcuni casi, anche penali.

La violazione non è neppure esclusa nel caso di telecamere installate, ma non ancora funzionanti o funzionanti in maniera non continuativa, oppure nel caso di telecamere "finte" montate a scopo esclusivamente dissuasivo.

Con la circolare n. 1881 del 25 febbraio 2019 l'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito chiarimenti nel caso di modifica degli assetti proprietari (fusioni, incorporazioni, affitto d'azienda o di ramo d'azienda): non è il subentro di un'impresa nei locali già dotati degli impianti/strumenti a rendere necessario un nuovo avvio delle procedure (previste dal succitato art. 4), ma si dovranno verificare gli eventuali mutamenti dei presupposti che hanno imposto la procedura o modifiche delle modalità di funzionamento degli stessi impianti.

Per consentire un efficace svolgimento di eventuali iniziative ispettive, è opportuno che l'impresa comunichi il proprio subentro alla sede dell'Ispettorato che ha rilasciato gli estremi del provvedimento autorizzativo e che la stessa renda idonea dichiarazione.

Per approfondimenti e chiarimenti riguardanti la normativa e per il disbrigo delle pratiche di autorizzazione contattare la Segreteria APPE allo 049.7817222.

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