Giovedì, 20 Dicembre 2018 16:48

Pranzo di Natale in ristorante: boom di prenotazioni

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All'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi di Padova si registra in questi giorni un clima euforico per gli ottimi risultati che i ristoranti e trattorie della provincia stanno mettendo a segno.

«Quest'anno c'è stata una vera e propria corsa alla prenotazione – rivela Filippo Segato, Segretario APPE – ma le ragioni del boom sono ascrivibili a molteplici fattori. Il primo è che sono diversi anni che i ristoratori non aumentano i prezzi, addirittura in qualche caso si paga meno ora per il menù di Natale o di Capodanno rispetto a qualche anno fa. Il secondo è che il ristorante è visto sempre come luogo ideale e privilegiato per festeggiare con i familiari la ricorrenza tradizionale del Natale. Ultimo fattore, gli "angeli del focolare" stressati dal lavoro, dai figli, dalle commissioni ed incombenze varie, non hanno più tempo né voglia di mettersi ai fornelli a far da mangiare per amici e parenti a casa propria e quindi preferiscono andare al ristorante».

L'annuale indagine a campione curata dall'APPE ha messo in evidenza che anche le cene aziendali di questo periodo festivo hanno avuto delle buone performance con alti indici di gradimento.

«La tendenza al tutto esaurito quasi ovunque per le festività natalizie sono un ulteriore segnale di buon auspicio per il settore – dichiara il presidente APPE Erminio Alajmo – una spinta verso un futuro improntato alla fiducia, che ci auguriamo segni il superamento delle incertezze registrate negli ultimi anni».

«Anche se gli effetti della pesante crisi economica si fanno ancora sentire e sono sicuramente amplificati dall'ingorgo di tasse di fine anno che drenano la capacità di spesa – puntualizza Alajmo – in molti, che quotidianamente "tirano la cinghia", si sono "tuffati" per tempo alla ricerca del locale preferito dove ricreare l'atmosfera familiare e gustare le tante specialità, lasciandosi alle spalle pensieri e preoccupazioni».

Sul fronte delle proposte culinarie, la maggioranza dei locali proporrà il classico menù di tortellini in brodo o risotti, seguiti dai bolliti con le salse (dal cren alla pearà), arrosti o spiedi di carne. Senza però disdegnare le varianti più ricercate a base di pesce e crostacei. Dai menù improntati all'uso di prodotti del territorio si passa a quelli a base di ingredienti fantasiosi che richiamano alla mente altre non meno invitanti tradizioni di altri Paesi. E prendono sempre più piede le proposte adatte ad un pubblico vegano e/o vegetariano.

«I ristoratori devono infatti "fare i conti" – precisa il numero uno dell'APPE – con l'inarrestabile avanzata del "green food", senza poi scordare l'obbligo della comunicazione ai clienti degli allergeni presenti nelle varie pietanze».

La "forbice" dei prezzi per il Natale al ristorante va dai 39 ai 55 euro, con qualche proposta di fascia "top".

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