Venerdì, 07 Dicembre 2018 11:29

Novità per i pubblici esercizi dal "Decreto Sicurezza"

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È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 132 del 1° dicembre 2018 di conversione del Decreto Legge n. 113 del 4 ottobre 2018 (è il cosiddetto "Decreto Sicurezza"), che prevede alcune disposizioni che interessano direttamente i pubblici esercizi.

In particolare si prevede la facoltà del questore di disporre, per ragioni di sicurezza, nei confronti di persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi tre anni:

  • per reati commessi in occasione di gravi disordini avvenuti in pubblici esercizi ovvero in locali di pubblico intrattenimento
  • per delitti non colposi contro la persona e il patrimonio
  • per i delitti di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope,

il divieto di accesso agli stessi locali o ad esercizi pubblici analoghi, specificamente indicati, ovvero di stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi. Il divieto può essere limitato a specifiche fasce orarie e può esser disposto per una durata da sei mesi a due anni. Viene inoltre previsto che la violazione di siffatta prescrizione sia punita con la reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa da 5.000 a 20.000 euro.

Il Decreto introduce altresì la possibilità di sottoscrivere accordi tra prefetto ed organizzazioni maggiormente rappresentative dei pubblici esercenti al fine di individuare specifiche misure per una più efficace prevenzione di atti illegali o di situazioni di pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica all'interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici.
Inoltre, si prevede che l'adesione a tali accordi e il loro puntuale e integrale rispetto da parte degli esercenti debbano esser valutati dal questore ai fini dell'adozione dei provvedimenti di sospensione o revoca della licenza che questi può adottare ai sensi dell'art. 100 del TULPS: trattasi di provvedimenti che il questore può adottare con riferimento ad esercizi nei quali siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che siano abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituiscano un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini.

L'APPE accoglie con favore tale disposizione, in quanto, di fatto, viene introdotta la possibilità per gli esercenti di invocare l'effettiva ottemperanza a tali accordi in opposizione all'eventuale sospensione o revoca della licenza ex art. 100 del TULPS. Sanzioni che, attualmente, vengono comminate nei confronti di operatori che hanno l'unica colpa di "ospitare" inconsapevolmente eventi spiacevoli come risse o altri gravi disordini, senza aver alcuna responsabilità diretta di tali accadimenti.

Si segnala, inoltre, la modifica dell'art. 50 del Testo Unico degli Enti Locali. La norma già prevedeva la possibilità per il Sindaco di disporre, per un periodo comunque non superiore a trenta giorni, con ordinanze contingibili e urgenti, limitazioni in materia di orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche al fine di assicurare il soddisfacimento delle esigenze di tutela della tranquillità e del risposo dei residenti oltreché dell'ambiente e del patrimonio culturale nelle aree delle città interessate da afflusso particolarmente rilevante di persone, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi.

La riforma amplia tale facoltà del Sindaco prevedendo, in particolare:

  • che le suddette ordinanze possano essere disposte anche con riferimento ad "altre aree comunque interessate da fenomeni di aggregazione notturna";
  • la possibilità di imporre "limitazioni degli orari di vendita degli esercizi del settore alimentare o misto, e delle attività artigianali di produzione e vendita di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato e di erogazione di alimenti e bevande attraverso distributori automatici".

Tale disposizione, introdotta in sede di conversione, sembra rispondere all'esigenza di porre un freno alla vendita indiscriminata ad ogni ora della notte di bevande alcoliche da parte dei minimarket; esigenza su cui la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) aveva già più volte posto l'accento.

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