Giovedì, 20 Settembre 2018 14:42

Fallimento Qui!Ticket: beffati centinaia di bar in provincia di Padova. Un avvocato seguirà il recupero crediti a tariffe convenzionate

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"Non si accettano in pagamento i buoni Qui!Ticket" è la frase che, già da qualche mese, campeggia sui banconi di tanti bar di Padova e provincia, a testimoniare che la situazione della ditta emettitrice si era complicata già da un po'.

Ora, con la sentenza n. 104/2018, il Tribunale di Genova ha sancito il fallimento della società, aprendo la strada alla procedura concorsuale per il recupero del credito, tra cui quello vantato dai pubblici esercizi è sicuramente quello più sostanzioso.

«Nella sentenza – dichiara Filippo Segato, Segretario dell'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) – si parla di 276 milioni di euro di debito scaduto e di 325 milioni di euro di debito in generale: numeri impressionanti e che ci rendono anche poco fiduciosi sulla reale possibilità di recuperare integralmente le somme che avanzano i bar, i cui gestori hanno di fatto anticipato, servendo i pasti ai clienti che si presentavano con il famigerato "tagliando", che ora è equiparato a carta straccia».

La procedura fallimentare infatti prevede che, prima di tutto, vadano rimborsati i creditori privilegiati e che tutti gli altri (i chirografari) vengano rimborsati in un secondo momento.

«Stante il fatto – prosegue Segato – che in provincia di Padova utilizzavano Qui!Ticket i dipendenti pubblici, possiamo stimare che almeno 200 pubblici esercizi fossero convenzionati con questa ditta emettitrice e, pertanto, il danno potenziale è nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro».

L'APPE, per il tramite della propria Federazione nazionale, anche a seguito delle numerose richieste di informazioni e di assistenza pervenute in questi ultimi giorni, ha istituito il servizio "SOS Buoni Pasto", con la possibilità di ottenere assistenza, a prezzi convenzionati (*), per avviare la procedura di "insinuazione al passivo".

Il costo convenzionato (*) per il pagamento del legale sarà l'unica spesa che dovrà essere affrontata dalle imprese, anche perché in questa procedura, a differenza del procedimento civile, non sono previsti ulteriori addebiti (marche da bollo, diritti, ecc.).

«Giova ricordare – precisa Segato – che eventuali messe in mora, ricorsi, decreti ingiuntivi, solleciti o altre azioni avviate prima della dichiarazione di fallimento, hanno perso efficacia e, pertanto, l'unica strada che hanno i creditori per poter far valere le loro pretese è proprio l'insinuazione al passivo. Gli esercenti associati APPE interessati a farsi assistere dal legale possono contattare la Segreteria APPE allo 049.7817222».

 

(*) Il costo convenzionato è così calcolato:

a) per i crediti fino a € 1.100,00, l'assistenza alla procedura avrà un costo in convenzione pari a € 80,00 oltre cassa forense (4%) ed iva (22%);
b) per i crediti da € 1.101,00 fino a € 2.500,00, l'assistenza avrà un costo in convenzione pari a € 200,00 oltre cassa forense (4%) ed iva (22%);
c) per i crediti da € 2.501,00 fino a € 4.000,00 l'assistenza avrà un costo in convenzione pari a € 250,00 oltre cassa forense (4%) ed iva (22%);
d) per i crediti da € 4.001,00 fino a € 5.200,00 l'assistenza avrà un costo in convenzione pari a € 295,00 oltre cassa forense (4%) ed iva (22%).
e) per i crediti da € 5.201,00 si applicheranno i minimi tariffari stabiliti dal Ministero della Giustizia.

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